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Il gruppo civico Bareggio bene comune non getta la spugna sul mancato rilascio dei documenti sui lavori di asfaltatura delle strade cittadine. Infatti Enrico Montani, supportato da un legale, ha scritto al segretario comunale Maranta Colacicco, al sindaco Linda Colombo e al presidente del consiglio comunale Angelo Cozzi per sollecitare la consegna della documentazione. Un atto corredato da leggi in materia e sentenze che tolgono ogni possibile dubbio sulla legittimità della richiesta. Ma la burocrazia, si sa, fatica ad adeguarsi all’evidenza e non è da escludere che si possa aprire un contenzioso in cui siano chiamate in ballo addirittura le responsabilità personali. Sarebbe davvero incomprensibile se si arrivasse a tanto per documenti che non sono secretati.
Ecco la lettera inviata da Montani, anche in qualità di rappresentante della lista civica “Voi con Noi” ai vertici del Comune.
A fronte delle non poche criticità conseguenti ai lavori di asfaltatura che si stanno eseguendo su diverse via comunali, con la presente, con riferimento ai lavori stessi, si richiede copia – ai sensi dell’artt. 5, c. 2, e 5-bis d.lgs. n. 33/2013 – nel formato elettronico della documentazione relativa alla progettazione e alla esecuzione di questi lavori, come di seguito indicata:
    progetto esecutivo;
    piano di sicurezza e coordinamento;
    capitolato lavori e computo metrico estimativo;
    documentazione inerente alla aggiudicazione dei lavori;
    eventuale rinuncia del vincitore della gara d’appalto;
    nomina ditta aggiudicataria e contratto d’appalto;
    verifica tecnico professionale e contributiva della ditta aggiudicataria;
    incarico di direzione lavori e relativo contratto;
    incarichi per il coordinamento per la sicurezza e relativi contratti;
    verbali di sopralluogo in cantiere di controllo e verifica dei lavori e per la sicurezza;
     contabilità lavori.
La presente è da intendersi, come detto, quale istanza di accesso civico generalizzato – pacificamente applicabile anche agli atti delle procedure di gara, anche in fase esecutiva (come chiarito da Cons. St., ad. plen., 2/4/20, n. 10 e daCons. St., sez. III, 3/11/22, n. 9567) – basata su di una diversa prospettazione della legittimazione all’accesso (Cons. St., sez. V, 6/11/17, n. 5996) e su un quadro normativo diverso da quello posto a base della precedente istanza inoltrata ai sensi della legge n. 241/90 protocollata agli atti di questo Comune in data 17/10/22 al numero 26851 (il cui termine per impugnarne il rigetto è ancora pendente e in relazione alla quale ci riserva ogni azione a tutela dei propri interessi e diritti). 
Sussiste, infatti, una differenza tra l’accesso ordinario e quello civico, ove si consideri che l’art. 22 della legge n. 241 del 1990 consente l’accesso ai documenti a chiunque vi abbia un interesse finalizzato alla tutela di situazioni giuridicamente rilevanti (Cons. St., sez. V, 19/5/20, n. 3176), mentre l’accesso civico generalizzato è riconosciuto e tutelato al fine di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche e di promuovere la partecipazione al dibattito pubblico può essere esercitato da chiunque (quanto alla legittimazione soggettiva) e senza alcun onere di motivazione circa l’interesse alla conoscenza (cfr. Cons. St., ad. plen., 2/4/20, n. 10).
Nell’accesso civico generalizzato, pertanto, nel quale la trasparenza si declina come “accessibilità totale”, si ha un accesso dichiaratamente finalizzato a garantire il controllo democratico sull’attività amministrativa (Cons. St., sez. VI, 5/10/20, n. 5861). Sicché, come chiarito anche di recente dalla giurisprudenza amministrativa (cfr. Consiglio di Stato, sez. III, del 3/11/22 n. 9567), sussiste l’obbligo per questa amministrazione di esaminarla e positivamente accogliere.

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