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L’assessora alle politiche sociali e vicesindaco Ivana Marcioni non è solo una figura che gestisce una delega, ma è anche e soprattutto una persona sensibile, vicina e attenta ai bisogni degli anziani. E in questa nota che pubblico disvela il suo modus operandi sollecito e l’approccio premuroso.  La casa anziani -spiega non è un ricoverò, ma un luogo in cui le persone anziane non più autosufficienti possano trovare una giusta dimensione per trascorrere in serenità un pezzo importante del loro percorso di vita. Per una persona anziana che deve lasciare la propria casa, le proprie cose e le proprie abitudini per entrare in una struttura protetta, è sempre un trauma, si viene sradicati da tutto e da tutti, dai ricordi che hanno fatto parte della propria vita e si viene assaliti da un forte senso di impotenza, depressione e grande tristezza. Per questo è di assoluta importanza che il nuovo ambiente di vita abbia quelle caratteristiche che offrono all’anziano ricoverato un senso di protezione, assistenza e soprattutto affetto; ora, se tutto questo viene offerto in una struttura che si trovi in paese, possono essere mantenuti con costanza i legami parentali con i propri congiunti e le relazioni sul territorio. La struttura “Il Gelso”, già il nome è significativo perché ricorda una pianta tipica di Vittuone di cui si utilizzavano le foglie per alimentare i bachi da seta della filanda della zona, è collocata proprio in una zona facilmente accessibile del paese. La struttura, gestita in forma privata, ha in atto con il Comune una convenzione, con la quale sono regolati i rapporti e favorisce i cittadini di Vittuone, tra l’altro, per quanto riguarda le rette che sono inferiori rispetto ai non residenti. La convenzione prevede altresì la nomina di una commissione di garanzia e vigilanza composta da persone di fiducia dell’amministrazione che “vigila” sul corretto rispetto della convenzione stessa e sui servizi erogati. Dopo anni di non presenza, inizierà a lavorare, in accordo con la direzione de “Il Gelso”, la commissione recentemente ripristinata e composta da Rosanna Ardigò, Anna Chianura e Sabrina Sette, figure specialistiche di interesse dell’area socio-assistenziale, dell’area finanziaria e dell’area legale e tecnica.  È evidente come sia importante mantenere rapporti di collaborazione al fine di garantire servizi, attività che possono rallegrare e animare le giornate degli anziani ricoverati. Alcuni eventi si sono già svolti: in una mattina del marzo scorso il corpo musicale “Giuseppe Verdi” ha rallegrato gli ospiti con un concerto tenuto all’aperto nel piazzale della struttura e a settembre la società Edes ha presentato una esibizione di balletti acrobatici. Al termine dell’emergenza Covid è stato riattivato il centro diurno che accoglie persone che durante la giornata necessitano di un ambiente socializzante e accudente, ma che alla sera tornano alle loro case. Insomma una sorta di “asilo del nonno”. È estremamente importante per gli ospiti del “Gelso” mantenere i legami con il territorio, anche attraverso una maggiore offerta di avvenimenti, così che “Il Gelso” possa diventare un ulteriore “cortile” del paese, dove è possibile incontrarsi, chiacchierare, socializzare, rendendo ancora partecipi della vita del paese i nostri anziani.

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