In Fisica, il terzo principio della dinamica stabilisce che “a ogni azione c’è una reazione uguale e contraria”, ovvero che esercitando un’azione si produce inevitabilmente un effetto conseguente e opposto. Quel che è avvenuto con la modifica della viabilità in via San Massimo. La giunta precedente, avendo introdotto il senso unico in direzione Sedriano provenendo da Bareggio, ha finito per innescare effetti contrari e diretti. Quali? Gli automobilisti per ovviare alle limitazioni hanno incominciato a utilizzare come vie alternative immediate, in prossimità del divieto d’accesso per la direzione Milano, via per Bareggio e via Fermi/Giotto. Risultato? Via Giotto, in prosecuzione della via Fermi, si è ritrovata con un inaspettato inconveniente. Sì, perché la via, oltre ad avere un calibro ridotto, è stata investita da un notevole e inaspettato traffico veicolare che crea non pochi disagi ai malcapitati residenti sia sotto l’aspetto ambientale che salutistico. Come se non bastasse, il disagio viene ancor più potenziato dalla velocità dei veicoli, lamentata vanamente dagli abitanti, non in linea con il codice della strada. Una non trascurabile criticità che è destinata ad approdare in consiglio comunale. Infatti il consigliere Alfredo Celeste (Noi con Sedriano e Roveda), avendo raccolto le lamentele dei cittadini, ha presentato un’interrogazione per chiedere all’amministrazione Re l’istituzione, ad attenuazione della pericolosità sopravvenuta, la “zona 30 “per tutta la via, nonché altri eventuali strumenti di tutela dell’incolumità pubblica.
