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L’opposizione (SiAmo Sedriano e Roveda, Rilancia Sedriano e Noi con Sedriano e Roveda) l’aveva annunciato che avrebbe interessato le autorità competenti sulla modifica dello statuto della farmacia e della conseguente nomina dell’amministratore unico con relativo compenso. E così è stato. Infatti i consiglieri delle tre liste (Donatella Barini, Massimiliana Marazzini e Alfredo Celeste) hanno inoltrato alla Procura di Milano un esposto con questo oggetto: “Violazione art. 114 comma 3 Dgls 2000/267 e false attestazioni ai fini di affidamento a privati di un bene pubblico”. Un atto che segna un salto di qualità nella vita politico-amministrativa cittadini dagli esiti che oggi non sono prevedibili. Certo è che il muro alzato dall’amministrazione Re alle osservazioni dell’opposizione non poteva che sfociare per così dire nelle carte bollate. E da quel che pare ci sono altri atti sub judice. A ogni modo i motivi della presa di posizione si riconducono al fatto che “l’amministrazione comunale avrebbe violato presuntivamente nella parte in cui le figure del consiglio d’amministrazione e del presidente dell’azienda speciale vengono cancellate e sostituite da un monocratico e onnipotente ‘amministratore unico’ di cui, peraltro, non si ha traccia nel decreto 267/2000”.  Non solo. Secondo l’opposizione c’è anche una gravante nella gestione dell’operazione. Quale? “L’inserimento nelle delibere di un’attestazione falsa e ripetuta che non trova alcun riscontro negli articoli 38 e 40 del vigente statuto comunale al fine probabilmente per una copertura regolarmente tesa a validare una modifica così stravolgente degli organi statutari e legislativi della farmacia comunale”. Gli articoli in questione che disciplinano la nomina degli amministratori e l’azienda speciale sono estranei a quanto affermato e reiterato per iscritto nella parte motiva delle delibere di consiglio. Per contro la farmacia comunale -osservano i consiglieri Barini, Marazzini e Celeste– è nata per rappresentare i cittadini sedrianesi, calmierare i prezzi, offrire prestazioni sociali. Il suo attivo economico costante negli anni si è rivelato prezioso anche per le casse municipali. Tutto ciò verrà meno: oggi il futuro della farmacia comunale sarà, come affermato recentemente dallo stesso sindaco Marco Re, la liquidazione della società sotto l’egida dell’istituzione comunale e per mano unica e insindacabile quale l’amministratore unico, affidata in concessione a privati che, ovviamente, vorranno trarre il massimo beneficio, utile profitto”.

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