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L’associazione Bosco dei 100 frutti trova esagerata la grandezza della rotatoria di via Roma e in accordo con Agenda 21 Bareggio propone la revisione del progetto per adeguarlo alle effettive esigenze. Si tratta di un progetto, quello approvato dall’amministrazione comunale, che per finalità e scelte dimensionali avrebbe senso al di fuori dell’abitato, non in un contesto urbano residenziale/commerciale come quello della Bareggetta Perché prevedere una rotatoria così grande, con raggio pari a 18 metri e perché 2 corsie per chi proviene da Magenta, erodendo di conseguenza quel poco verde che ancora c’è? Si tratta di scelte che evidenziano la volontà di volere quasi esclusivamente favorire il traffico veicolare, che per la stragrande maggioranza è di attraversamento, ossia composto da mezzi che non hanno origine e destinazione Bareggio, invece che cercare di riqualificare il contesto urbano interessato, partendo dai bisogni e dalle esigenze dei residenti e dei numerosi bareggesi che per varie ragioni frequentano a piedi o in bicicletta la zona (negozio Coop Lombardia, fermate degli autobus, ecc.).

Nella commissione urbanistica dell’ottobre scorso la sindaca aveva evidenziato l’intendimento di chiedere al progettista incaricato di ridurre le 2 corsie di cui sopra ad una sola e nel corso di un incontro con lei e l’assessore Pirota nel mese di febbraio di quest’anno, l’intendimento era stato pressoché assicurato, oltre alla volontà di indicare allo stesso professionista incaricato la riduzione del raggio della rotatoria. Evidentemente non si trattava di una volontà politica effettiva e determinata visto che è prevalsa una visione prettamente tecnicistica, ossia quella di garantire un comodo raggio di curvatura per gli autobus e i mezzi pesanti. In proposito pare, però, lecito chiedersi come riescano gli stessi autobus e mezzi pesanti a transitare adeguatamente nelle rotatorie che da alcuni anni sono state realizzate sullo stesso asse viario ad esempio a Corbetta, oppure a Cornaredo, di dimensioni più contenute e, per quanto riguarda quest’ultimo Comune, peraltro percorse da volumi di traffico più consistenti. Con riguardo poi alla volontà prioritaria del progetto di “fluidificare il traffico veicolare”, prevedendo tra l’altro, le 2 corsie per le provenienze da Magenta, non è possibile esimersi di considerare la fermata dell’autobus a San Pietro all’Olmo dove si è evitato di compromettere lo spazio pubblico adiacente per allargare la carreggiata e consentire il passaggio delle auto quando l’autobus si ferma. Pare di poter dire che in questo caso l’approccio progettuale è stato quello di salvaguardare e valorizzare gli spazi destinati alla vita di comunità e di subordinare a ciò la gestione del traffico veicolare, l’esatto contrario del metodo adottato nel progetto per la rotatoria di via Roma, dove ad esempio sono stati inseriti, a seguito di diverse richieste, nel progetto già impostato, gli attraversamenti pedonali. Metodo che altresì si pone in contrasto con quanto indicato dal nuovo Pgt che ha delimitato l’intorno di tutto il tratto urbano dell’ex Statale 11, per una profondità di 150 metri, definendolo come “ambito per l’aumento della qualità urbana”, all’interno del quale prevedere prioritariamente interventi di incremento del verde per ridurre l’inquinamento, progetti per la riqualificazione dell’esistente al fine di migliorare l’immagine di Bareggio per chi lo attraversa percorrendo l’ex Statale 11 e interventi per ridurre la separazione fisica che la strada determina. Se l’amministrazione comunale non dà dimostrazione di rispettare le indicazioni del Pgt da lei stessa approvato solo pochi mesi fa, cosa dovrebbero pensare i cittadini sui vincoli che il Pgt impone a loro? Insomma, altro che ridurre l’arredo urbano! Certo la realizzazione delle vele luminose previste dal progetto non va proprio in questa direzione ma, ad esempio, un forte incremento delle dotazioni a verde (a questa componente si dedicano solo poche righe nella relazione, rimandando le scelte esecutive alla direzione lavori e non ad esperti del settore), e di adeguati interventi di arredo di pregio che possano effettivamente migliorare l’immagine di Bareggio, ridurre la separazione fisica che la strada determina e incrementare la qualità della vita collettiva degli abitanti e dei cittadini che frequentano la zona a piedi o con mezzi non motorizzati, sarebbe molto opportuna. Anche raccogliendo, in un confronto pubblico, le indicazioni delle associazioni e di tutte le persone interessate, in primo luogo i residenti della Baregetta. Si tratta di non perdere un’occasione straordinaria, sostenuta dall’eccezionale contributo economico regionale derivante dai fondi del Piano Lombardia, che essendo a debito dovremo ovviamente ripagare. Un’occasione che molto difficilmente si potrà riproporre, con la stessa portata nei prossimi anni, per potere effettuare opere pubbliche appropriate, rispondenti alle indicazioni del Pgt, nell’ambito per l’aumento della qualità urbana. Il nostro desiderio è che la Bareggetta, ma in generale il nostro Comune, non siano condannati a rimanere periferia, di mediocre qualità.

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