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Rabbia, dolore, sconcerto… Sì, sono i sentimenti che agitano l’animo di Rosanna Colombo per lo strappo del manifesto, esposto su un supporto davanti all’ingresso della chiesa parrocchiale, che segnalava i funerali del proprio padre. Un gesto “sacrilego”, apparentemente gratuito e insensato, che l’ha profondamente ferita.  Tuttora non riesce a capacitarsi come si possa arrivare a tanto. “Mio padre Alessandro -spiega Rosanna– è morto a 92 anni giovedì 12 scorso e il giorno dopo si dovevano celebrare le esequie. Per il servizio funebre ci siamo affidati alla Gaia Funeral che ha esposto, com’è consuetudine, l’annuncio funebre sul sagrato. Mai pensando che a qualcuno non andasse bene.
Infatti, a poche ore della cerimonia funebre, mi si è materializzata davanti ai miei occhi una scena che non avrei mai voluto vedere. Una persona che ho riconosciuto e che lavora per un’impresa funebre ha strappato il manifesto e si è allontanata furtiva. Un atto vile che più vile non si potrebbe, un impulso osceno che nulla può giustificare. Non è il primo caso. Mi dicono che è già successo ad altri. Che si tratti di una reazione concorrenziale fra imprese funebri come in tanti già pensano?”. Un brutto bruttissimo episodio, spia di un’etica distorta. Qualunque sia stato il motivo il rispetto per i morti non deve mai venire meno.

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