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Marco Gibillini

Il gruppo Io amo Bareggio trova che esentare dal pagamento del suolo pubblico (Cosap) chi partecipa agli eventi comunali, così come annunciato dal vicesindaco Lorenzo Paietta, non sia un’idea brillante per gli effetti che produce. Infatti, a suo giudizio, se un commerciante di altri paesi partecipa a iniziative del Comune potrà non pagare la tassa di occupazione suolo pubblico, ma se un commerciante ha sede stabile in Bareggio pagherà nel 2020 una tassa dei rifiuti più alta del 18%  rispetto al 2018 (da 620k a 730k euro). Insomma -ironicamente- un aumento “Istat”. Ma ecco come l’ex assessore Marco Gibillini (Io amo Bareggio) evidenzia, dal suo punto di vista, i limiti e le contraddizioni della scelta.  Il principio in sé della Cosap è corretto perché consente all’amministrazione di evitare di far pagare la tassa ad associazioni, hobbisti, km 0… ovvero consente, in determinate situazioni, di applicare una certa giustizia sociale. Dubito sia opportuno se l’esenzione si applica ad aziende commerciali.
Come a settembre con i 3 giorni di “Rock Street Food”, l’amministrazione oltre a pagare per l’allestimento (5.000 euro), non ha incamerato nulla andando contro la legge, così ora con la Cosap non avrà più problemi di andare contro la legge.

Il tempo come i soldi sono due risorse fondamentali, sempre e per tutti. Se si mettono da una parte si tolgono dall’altra. Ma perché questa amministrazione si ostina a dedicare così tanti soldi e tempo all’organizzazione delle feste? Non riesce a fare di meglio? Non ci sono altre priorità? Ci sono forse altri interessi? Per questo ultimo punto ci penserà la Corte dei conti… Consiglieri e assessori valutino bene i sì che appongano sui documenti!
Invece che risorse sulle feste, si potrebbe fare un po’ di cultura… poi ci sono le strade che si potrebbero asfaltare più velocemente invece di aspettare per 11 mesi il bando. Ma anche i Led invece di aspettare 2 anni prima di arrivare allo stesso punto dell’amministrazione Lonati (forse). Poi c’è il Pgt con le  varianti ai piani attuativi e non dimentichiamoci che tra qualche mese abbiamo il bando dei rifiuti. Eppure la modifica del regolamento è stata prioritaria!
Riepiloghiamo un po’ i conti sulle feste, appena insediati (2018) hanno acquistato tavoli, tende, palco, pista da ballo per le feste per un 100.000 euro. Nel 2019 hanno messo sui progetti DUp “anche grandi eventi” per 58.500 euro.
Nei prossimi 3 anni hanno messo 46.000 euro all’anno per un totale di 138.000 euro per iniziative e “grandi eventi”, senza considerare eventi legate allo sport … e per finire il botto con i 300.000 euro per l’area feste nel 2022. Ovviamente oltre al denaro vi è il tempo della preparazione “rubato” ad altre attività. 
La denominazione “grandi eventi” dovrebbe essere legata a eventi straordinari che richiedono risorse straordinarie, come è stato per l’Expo a Milano (con le debite proporzioni). Di solito le feste popolari recuperano risorse, non le mangiano. Basti pensare al Beereggio dell’oratorio che recupera fondi per le molte attività svolte dallo stesso durante l’anno. 
Veniamo alla legge, il legislatore negli anni passati ha cercato di limitare gli eventi “popolari” perché tolgono risorse ai fini istituzionali del comune e spesso sono mera propaganda. Infatti le spese di rappresentanza di cui le feste fanno parte sono catalogate (e rendicontate a parte), ai tempi del mio mandato aveva un tetto (legato alle medesime spese del 2009) che non si poteva superare e si aggirava attorno ai 30.000 euro.
Le leggi possono variare, ma il concetto resta. Con la denominazione “grandi eventi” si cercano di eludere le norme, ma quello che resta impossibile da evitare sono le risorse (di tempo e soldi) girate qui e sottratte altrove! Una scelta discutibile della giunta Colombo.

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