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Ricevo e pubblico questa lettera dell’ex consigliere comunale Angelo Poles in risposta a Desirèe Cappelletti, il nome con cui la lettrice si è firmata. 

Ho letto l’articolo inviato dalla “lettrice” Desirèe Cappelletti (ammesso che sia il suo vero nome, dato che qualche anno fa non risultava fra gli abitanti del paese, pur essendo, come pare sia leggendo la lettera, di vecchia data). Lo condivido, certamente, però mi chiedo, anzi, chiedo a Desirèe e a chi come lei si limita solo ad osservare e a criticare: quando il nostro circolo Legambiente organizza “Puliamo il mondo” (iniziativa di Legambiente a livello nazionale) oppure predispone pulizie mirate -in particolare- ai fontanili, lei e gli altri dove sono? Noi ci ritroviamo sempre in meno, l’ultima volta una decina, sempre gli stessi con uno, due o al massimo tre “esterni” (cittadini vittuonesi) e ci facciamo un mazzo notevole, raccogliendo dai posti più impensati e scomodi quintali di rifiuti.
Pneumatici, frigoriferi, televisori, sacchi di bottiglie, pezzi di auto, materiali edili gettati nelle acque dei fontanili o nei loro pressi, materiali scaricati da persone che spesso di vantano di appartenere alla cosiddetta “società civile”. In quelle giornate, testimoniate solo dai report e dalle foto che produciamo per le statistiche di Legambiente nazionale, siamo soli e nessuno ci dice nemmeno “grazie”. Anzi, il giorno dopo troviamo ancora nuovamente rifiuti scaricati nottetempo. Certo è più facile criticare, incolpare le amministrazioni (a volte con ragione, però la mira va presa bene), puntare il dito verso gli altri piuttosto che farsi venire il mal di schiena raccogliendo i rifiuti altrui. Personalmente, durante il periodo del sindaco Bagini, avevo portato avanti un progetto per videosorvegliare il paese. In particolare, per i fontanili, era già pronto e finanziato (con circa 30.000 euro derivanti dalla convenzione per la costruzione del centro commerciale “Il Destriero”) un progetto con telecamere in grado di leggere le targhe dei veicoli così da registrarne l’entrata e l’uscita in Ztl  e verificare l’eventuale scarico di rifiuti ma, purtroppo, l’attuale amministrazione ha pensato bene di “deviare” quei soldi verso il Tresartes, per poi lasciarlo degradare giorno per giorno. Ora, quindi, possiamo solo lagnarci di quanto accade nelle zone isolate, soprattutto per quegli ammassi di materiali edili – eternit incluso – che presunte imprese poco etiche scaricano ai fontanili o nelle zone meno transitate. Non se la prenda la signora Desirèe per questa mia lettera, non è con lei in particolare che me la sto prendendo, anche se sto rispondendo- forse troppo severamente- alla sua critica verso le associazioni, sperando che il circolo Legambiente non fosse nel mirino della sua accusa “non esulano da questo contesto, se non con qualche lodevole eccezione le varie associazioni sociopolitiche che anziché costituire una sorta di baluardo contro questo decadentismo socioculturale diventano una sorta di club privé dei quali però non si capisce quali sia il contributo portato dai suoi membri”. Davvero, niente di personale, anzi, capisco benissimo le ragioni e le sensazioni che l’hanno spinta a scrivere, ma se vogliamo appartenere ad, una comunità degna di tale nome allora dobbiamo ricordarci che la comunità siamo noi e che ciascuno di noi, nel suo piccolo, può e deve agire per il bene comune. Ed è proprio il senso del “bene comune” che è sparito, insieme alle sane e buone abitudini che Desirèe nostalgicamente ripropone nella sua lettera. 

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