La riscossione coattiva a mezzo ruolo non fa paura ai morosi dei servizi comunali. Infatti nel triennio 2015, 2016 e 2017 i contribuenti si sono del tutto o quasi disinteressati a mettere mano al portafoglio per pagare il dovuto. Sì, perché la riscossione si è attestata mediamente al 9%: nel 2015 sono stati introitati 79.955,54 euro (9,20%), nel 2016 217.661,61 euro (12,12%) e nel 2017 163.637,62 euro (5,83%). Troppo poco per non immaginare meccanismi più stringenti ed efficaci. Del resto la riscossione coattiva delle entrate è un’attività fondamentale per far fronte alle esigenze di cassa e per incrementare le entrate del Comune, soprattutto alla luce dei progressivi tagli ai trasferimenti da parte dello Stato. Gli scarsi risultati ottenuti hanno convinto l’amministrazione comunale a cambiare registro. E così in municipio si sono risolti di affidare la concessione del servizio riscossione coattiva delle entrate comunali a uno dei soggetti iscritto all’Albo tenuto dal Ministero delle Finanze, dal momento che in pianta organica non si dispone di figure, risorse finanziarie e strumentali né di competenze per provvedere alla riscossione coattiva senza avvalersi dell’Agenzia delle entrate.
L’amministrazione comunale confida con il nuovo corso di raggiungere, stando alla riscossione attesa media, il 40% in considerazione sia della maggiore celerità delle fasi esecutive che della deterrenza che esercita la pratica coattiva.
