Antonio, originario di Parolise, un paesino dell’Avellinese, era un anziano 73enne conosciuto in paese, frequentava i bar del centro, scambiava qualche parola con gli avventori, ma quel che l’ha sempre contraddistinto è stata la discrezione. Mai una parola sopra le righe, neppure quando beveva qualche bianchino. E la sua morte, a quanto pare per il freddo che improvvisamente in questi giorni è arrivato, ha suscitato viva impressione fra i tanti che lo conoscevano. La sua morte ha scosso le coscienze che prima era indifferenti alla sorte di un uomo, che si trascinava faticosamente sulle sue gambe malferme. Intanto le indiscrezioni che si sono diffuse in paese, dopo i primi accertamenti medici (la sua salma è stata trattenuta in ospedale per effettuare l’autopsia e al momento non si sa quando si svolgeranno i funerali), dicono che è morto per ipotermia. Abitava da solo in una stanza più che modesta al vecchio Bareggino, senza servizi e riscaldamento.
E proprio la mancanza di riscaldamento gli sarebbe stata fatale. Alcuni mesi fa si era sentito male in casa e l’arrivo dei soccorsi aveva evidenziato la sua precaria situazione abitativa, ma nessuna istituzione si è mobilitata per dargli una mano. Eppure era evidente che viveva in condizioni di indigenza. Le indiscrezioni dicono che l’uomo si era rivolto in municipio per chiedere un aiuto, ma si ignora se gli sia stato accordato. Qual che invece si racconta in paese è che alcuni avventori del bar in cui l’ex sindaco Giancarlo Lonati si reca per giocare a carte gli avrebbero rinfacciato l’indolenza dei servizi sociali a prendersi cura di un uomo fragile e solo.
