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Ruggiero Delvecchio
Festeggiamenti a Settimo Milanese per il centenario della Vittoria nella Grande Guerra?  Decisamente sotto tono. A dirlo è il consigliere comunale Ruggiero Delvecchio (Forza Italia). “Sorpassando la vocazione pacifista tipico delle sinistre -attacca Delvecchio-, ci permettiamo di ricordare che il 4 novembre è anche la festa delle Forze Armate, che sino a 30 anni fa erano viste come una pericolosa minaccia di contro regime e pertanto tenute in una salamoia di diffidenza e ostracismo, sempre dalla parte sinistra della politica. Con la caduta del muro di Berlino e ancor prima con la missione di pace in Libano dei primi anni ’80, voluta dal pentapartito e benedetta da Sandro Pertini, le Forze Armate iniziarono un loro percorso di riscatto esistenziale e di immagine”. Non solo. “Non possiamo dimenticare -continua Delvecchio– il generale paracadutista Franco Angioni, il primo militare a divenire una star nazionale per poi candidarsi a parlamentare nelle file dei DS-Ulivo nel 2001.

L’evento dei cento anni è celebrato anche nei piccoli Comuni con approfondimenti dibatti e commemorazioni, che denotano comunque un certo sentimento di riconoscenza ai caduti di questa sanguinosa guerra che portò al macello 650mila ragazzi e padri di famiglia, per poi ottenere una vittoria che passò alla storia come ‘mutilata’. Ma, nonostante tutto, il valore del ricordo sia dei caduti italiani che di quelli delle popolazioni militari e civili anche delle parti avverse, andrebbe degnamente celebrato”. Ma così, a suo giudizio, non sembra a Settimo. “Il monumento a questi poveri caduti -chiosa rammaricato Delvecchio– è nascosto nel nostro cimitero con un pudore che sfiora quasi l'”imbarazzo” di dover ammettere che il nostro esercito è figlio di questa guerra in termini di sacrificio e abnegazione spesso senza i dovuti riconoscimenti in rapporto a quanto viene invece ampiamente celebrato il 25 aprile. L’anno prossimo sarà troppo tardi per festeggiare il centenario della Vittoria, e sicuramente se non cambierà qualcosa, ci dovremo accontentare della solita commemorazione a bassa voce ed in tono minore!”.

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