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Il 25 novembre si celebra la “giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne”. La ricorrenza ha offerto a Sinistra di Sedriano l’occasione per scrivere una lettera aperta all’assessora Elisabetta Alì, all’assessora Valeria Chiesa, al presidente del consiglio comunale Stefania Galeazzi, alla consigliere Maria Teresa Olgiati e alla consigliera Saveria Susi Auletta per chiedere di aderire all’iniziativa per dare anche a Sedriano finalmente un segnale. Ecco la lettera: Suggeriamo la scelta di piazza del Seminatore, come luogo simbolo e di aggregazione del nostro comune. Davanti alla sala “M. Costa” è già presente una panchina che potrebbe essere allestita in tal senso. Non condividiamo che in questi anni, il Comune di Sedriano non abbia mai fatto nulla per sensibilizzare la comunità sedrianese su questo argomento e riteniamo ancora più vergognoso il fatto che, le donne presenti in consiglio comunale, come consiglieri e assessori – oggetto di questa lettera – non abbiano mai sentito la necessità di proporre segnali e iniziative in tal senso, ancor più considerando il loro ruolo istituzionale. 

Noi di SdS abbiamo provveduto a fare ciò che il nostro Comune non ha fatto mai, allestendo presidi, distribuendo volantini sull’argomento, pubblicando articoli sul nostro blog. Predisponendo anche la vetrina della nostra sede con segnali – anche provocatori – per raccogliere i commenti e le reazioni dei cittadini e specialmente delle cittadine. Abbiamo noi stessi portato alla visione di tutti una “panchina rossa” e spiegato il suo valore sociale ed il suo significato. Abbiamo sempre ospitato nella nostra sede “un posto occupato” con l’intento di sensibilizzare su questo argomento che purtroppo le donne vivono spesso in modo inadeguato e sarebbe molto bello che lo proponeste anche voi nel prossimo consiglio comunale utile.
Vi suggeriamo quindi, di fare vostra questa proposta avendone condiviso i contenuti, ricordando sempre che l’empatia, la sopportazione e la dolcezza, sono tratti femminili che a volte occorre mettere da parte per essere più forti e determinate. Questo, perché possa cambiare qualcosa – come nel passato hanno fatto le nostre nonne e bisnonne- per ottenere i diritti di cui oggi le donne dispongono. Dobbiamo però essere consapevoli e non dimenticare mai che finché le donne non abbatteranno gli stereotipi tipici dell’educazione femminile, non riusciranno mai ad essere davvero libere.

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