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La quinta farmacia non c’è proprio verso di insediarla. Secondo le previsioni comunali attuali dovrebbe essere insediata nella zona a nord della ex Statale n. 11, compresa tra le vie Monte Nero e Ortigara e il quartiere Brughiera. Ma per la seconda volta consecutiva – dopo il diniego della giunta Lonati, alla richiesta dell’assegnataria della quinta farmacia bareggese di spostare il confine da via Monte Ortigara a via Monviso (per 180 metri) così da includere la zona in cui esistono idonei locali commerciali per aprire la farmacia – nessuno accetta l’assegnazione della sede bareggese. “Sono residente proprio nella zona interessata dalla nuova farmacia in prossimità dell’area industriale a nord del paese – commenta Matteo Calati della Lista Civica Bareggio 2013 – che si può definite periferica e che ha visto, negli ultimi anni, una significativa crescita di residenti, ma senza ricevere l’apporto di servizi da parte del Comune. Come abitanti di questa zona siano obbligati a spostarci con l’automobile per raggiungere i servizi pubblici e privati, fatta eccezione per qualche area verde e bar.
La farmacia è un servizio utile che sarebbe apprezzato, sia dai residenti, sia da chi lavora in zona industriale, per questo nel programma elettorale di Bareggio abbiamo previsto lo studio di fattibilità della farmacia comunale – prevista sempre a S. Martino – per andare incontro alle esigenze delle fasce deboli della popolazione (per esempio anziani e bambini). La nuova Amministrazione ha buone intenzioni che per ora sono solo sulla carta e a parole, bisogna vedere se riuscirà a concretizzare una maggiore attenzione per i cittadini, soprattutto per quelli che, come me – conclude Calati – sono lontani dal centro del paese”. “Negli indirizzi programmatici del sindaco Colombo c’è, infatti – commenta il consiglierecomunale della Lista Civica Bareggio 2013, Monica Gibillini – la revisione della pianta organica delle farmacie, verificherò se nel bilancio previsionale, che dovrebbe essere approvato entro il 31 dicembre, c’è il progetto per rivedere la collocazione della farmacia e con quali tempistiche. Inoltre, se la legge di bilancio del Governo dovesse eliminare il divieto per il Comune di aumentare gli affitti passivi, potrebbe essere più agevole anche realizzare la farmacia comunale. Di certo la scelta della precedente giunta di negare lo spostamento del confine, motivandola in modo puramente tecnico e con una posizione contraria della Regione, è stata poco lungimirante e sembra aver, finora, disincentivato qualunque assegnatario a investire sull’avvio di nuove attività socio sanitarie nella periferia del paese”.

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