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Alfredo Celeste

Non è proprio un bel momento per l’amministrazione Cipriani. Sì, perché si è vista in questi giorni respingere dalla Corte d’appello la richiesta di sospendere gli effetti esecutivi della sentenza sul lotto A in cui il 6 febbraio scorso il Comune era stato condannato a liquidare alla ditta Coruzzi Costruzioni Srl e i professionisti Angelo  Massetti e Angelo Munari e a farsi pure carico del costo della Ctu una somma complessiva allora ammontante in circa 420.000 euro. E adesso, salvo colpi di scena, è obbligato ad allargare i cordoni della borsa per liquidare la controparte. Una mazzata che rischia di mettere in sofferenza le finanze municipali. E come se non bastasse è pure finita sub judice per il ricorso alla Corte dei conti dell’ex sindaco Alfredo Celeste. Infatti Celeste proprio lunedì ha presentato l’esposto alla Corte dei conti per danno erariale relativamente al lotto B e chiamando altresì a rispondere il sindaco Angelo Cipriani, gli assessori Davide Rossi, Valeria Chiesa e Armando Manes, i commissari straordinari Adriana Sabato e Stefano Simeone, il responsabile degli uffici generali Susanna Bellucci, il responsabile dell’ufficio lavori pubblici Stefano Cubeddu.

Non solo. Ha pure chiesto alla Corte dei conti di valutare l’eventuale grado di responsabilità in capo ai consiglieri comunali, che il 24 luglio scorso hanno favorevolmente votato per il debito fuori bilancio. L’esposto prende le mosse dal 2014 quando il Comune per i lavori del lotto B dell’area feste ha interposto causa all’impresa costruttrice Rovi Sas, al progettista e direttore dei lavori Angelo Munari e al collaudatore Angelo Massetti. Tuttavia vale la pena ricordare che già il 6 agosto 2012 il collaudatore incaricato, architetto Massetti, depositava il collaudo tecnico-amministrativo positivo per tutta la parte dell’opera di cui al lotto B. Ma l’8 maggio 2014 l’allora il responsabile dell’area lavori pubblici e patrimonio Edoardo Candiani redigeva una relazione con vizi e difetti riscontrati nella struttura. Certo è che l’ente è uscito soccombente dalla controversia, ma quel che è peggio si è ritrovato con una spesa maggiore rispetto a quel che avrebbe dovuto pagare se avesse cercato una soluzione bonaria. I commissari a dire il vero nel maggio 2014 avevano tentato la via della conciliazione, ma l’operazione non andando in porto si sono risolti di chiamare in giudizio la controparte. Intanto il Comune non ha impugnato la sentenza del 24 aprile scorso con la conseguenza che ha già dovuto pagare le spese relative alla posizione Massetti e Munari, mentre non è noto se abba già liquidato l’impresa Rovi Sas. L’esposto dell’ex sindaco si inserisce proprio nella divaricazione di spesa, che si è venuta a determinare per la scelta dell’ente di fare causa e non ricercare invece la composizione bonaria. Il danno erariale quantificato da Celeste ammonta in 69.602,20 euro, ovvero l’importo derivato dalla differenza fra il dovuto del Comune (177.006,40 euro) e la somma che avrebbe pagato in ipotesi di accordo transattivo (107.404,20 euro). La decisione dell’ente di non aderire all’ipotesi transattiva, secondo Celeste, ha integrato un danno erariale di 69.602,20 euro. Da qui il ricorso alla magistratura contabile, ma con la riserva di inoltrare una nuova istanza allorquando si sarà perfezionato il danno erariale per l’ambito A.

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