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La nuova amministrazione comunale ha approvato come richiesto in 27 luglio scorso da Città Metropolitana di Milano le osservazioni e il parere relativo alla proposta del piano cave.  Per quanto riguarda la viabilità ha evidenziato che nella relazione ambientale è indicato erroneamente un “itinerario prioritario di accessibilità di collegamento con lo svincolo di Cusago sulla A50, che si sviluppa lungo un tratto di SP114 e su viabilità comunale, attraversando l’area residenziale di Cusago”, che in realtà risulta essere chiuso da una sbarra limitatrice di altezza, per impedire l’accesso al transito dei veicoli pesanti in direzione cave. L’unico accesso all’ambito ATEg33- C1 e C2, attualmente, risulta essere quello di attraversamento dell’abitato di Bareggio dalla Statale 11 in direzione cave, lungo via Morandi, via Papa Giovanni XXIII, via per Cusago che si collega infine con la SP162. 

Poi ha obiettato che non risulta agli atti del Comune una viabilità sovracomunale che interesserebbe interventi infrastrutturali a Bareggio per migliorare le condizioni generali di accessibilità alle aree di cava. 
Per contro ha chiesto di inserire la seguente prescrizione: “Viste le pesanti criticità generate sulla viabilità locale dal traffico pesante in entrata e in uscita dalla cava, contestualmente alla presentazione del progetto attuativo, dovrà essere presentato il progetto per la realizzazione di una viabilità alternativa a quella attualmente utilizzata. I lavori di formazione della nuova viabilità, dovranno iniziare contestualmente al rilascio dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività di cava nei tempi previsti nella stessa”. 
Per quanto concerne il recupero ambientale ha obiettato la necessità di sostituire la prescrizione: “Avvenuta esecuzione del recupero delle aree interessate dalle singole fasi di coltivazione durante la coltivazione della fase successiva” con “Avvenuta esecuzione del recupero delle aree interessate dalle singole fasi di coltivazione prima del rilascio dell’autorizzazione per la coltivazione della fase seguente e non durante la coltivazione della fase successiva”. 
Ma anche la prescrizione che la destinazione d’uso finale di cui all’art. 53 – Recupero a uso insediativo venga esclusa dall’ambito estrattivo in quanto l’area è localizzata nel Parco Agricolo Sud Milano in prossimità del SIC “Fontanile Nuovo di Bareggio” e del perimetro di parco naturale proposto dal Parco Sud. 
Nel volume di escavazione ha rilevato che non è stato tenuto conto che i quantitativi del progetto di gestione produttiva ambito territoriale estrattivo – Art. 11 L.R. 14/98, R.G. n. 4053 del 7 maggio 2015, che prevede per l’“ATEg33-C1 l’estrazione, in successive 2 fasi di coltivazione e recupero, di un volume complessivo utile pari a 849.937 mc, compatibile con i volumi attribuiti dal piano provinciale cave e la coltivazione, in direzione sud, in falda per una profondità massima di 24 m dal p. c.”, vanno a saturare il quantitativo iniziale di 1.160.000 mc dell’ex piano provinciale. 
Infatti ai 849.937 mc occorre aggiungere il volume complessivo concesso con l’autorizzazione al proseguimento dell’attività estrattiva del 13 aprile 2006 e sua proroga del 16 luglio 2010, pari a 300.000 mc., e il volume concordato di 9.745 mc., di cui alla sentenza del Tribunale di Milano del 17 ottobre 2014. Tali quantitativi sono riferiti ad una superficie estrattiva di 59.000 mq., come dichiarato nel progetto d’ambito, relativa al completamento dell’escavazione in direzione sud di tutta l’area disponibile, così come evidenziato nella fase1 e fase 2 del progetto di coltivazione. 
Volume di piano dell’ex piano provinciale cave del 2006 1.160.000 mc.         
Autorizzazione al proseguimento dell’attività estrattiva del 2006 300.000 mc.
Volumetria residua 860.000 mc.
Volumetria scavata in più come da sentenza del Tribunale 9.745 mc.
Volumetria residua effettiva 850.255 mc.
Progetto di gestione produttiva dell’ambito territoriale estrattivo del 2015 849.937 mc.
La riduzione dell’area coltivabile, secondo l’amministrazione comunale, è in linea con l’accoglimento delle osservazioni presentate in data 13/03/2017 che hanno proposto di eliminare area di espansione a est del bacino di cava (sopra gli impianti) e il giacimento a nord est dell’ambito di cava. Di conseguenza, tenuto conto anche della riduzione della superficie dell’ambito, deve essere precisato nella scheda dell’ambito territoriale estrattivo che la volumetria di 800.000 mc è comprensiva dei quantitativi previsti dal progetto di gestione produttiva attualmente autorizzato e che non potrà, necessariamente, superare il quantitativo previsto dal progetto stesso. 
Infine per terre e rocce da scavo ha evidenziato che nella relazione ambientale, come già comunicato in data 19 dicembre 2017, è stata riportata un’unica descrizione, comprendente le attività della cava di Bareggio (C1) e della cava di Cusago (C2). Tuttavia l’ATEg33-C1 non è autorizzato alle lavorazioni di terre e rocce da scavo provenienti dall’esterno, come da decreto dirigenziale della Città Metropolitana di Milano n. 4053 del 7 maggio 2015 di approvazione del progetto di gestione produttiva e relativa autorizzazione all’esercizio dell’attività estrattiva del 9 novembre 2017. A tal fine ha richiesto di rettificare l’errore.

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