Dipendenti che vengono accusati di fare altro in orario di servizio è oramai una pratica sin troppo frequente. E’ successo anche a Vittuone. Infatti l’assistente sociale L.B. è accusata di essersi allontanata dal proprio posto in orario di lavoro per fare acquisti al supermercato e svolgere altre incombenze personali. La prima udienza preliminare del procedimento penale si è tenuta proprio ieri, giovedì 20, al Tribunale di Milano davanti al giudice Stefania Pepe. Ma è stata aggiornata al prossimo 12 dicembre. Il tutto risale al 2016 quando il caposettore insospettito dei movimenti della donna ha presentato un esposto ai carabinieri di Sedriano. I carabinieri sulla scia della segnalazione hanno registrato spostamenti dell’assistente sociale in orario di servizio in Corbetta, Arluno e al supermarket di Vittuone. Da qui l’azione penale. Intanto il Comune si è costituito parte civile sia per tutelare la propria immagine che per rivendicare un risarcimento di danni patrimoniali e non patrimoniali.
L’assistente sociale, che è difesa dallo studio Mercurio-Cacciapuoti, rigetta le accuse sostenendo che i suoi spostamenti erano dovuti a esigenze di servizio (svolgeva, a suo dire, attività e commissioni per conto delle persone che assisteva e seguiva così come previsto dal mansionario) e non a caso non è stata licenziata. Ma sarà il Tribunale a decidere torti e ragioni.
