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Settembre, tempo di sagre e feste patronali. Ma non alla Roveda. Infatti il sindaco Angelo Cipriani in una dichiarazione alla stampa ha detto che la festa non sarebbe andata in scena essendo “arrivati in ritardo con l’organizzazione”, ma ha promesso che quella dell’anno prossimo sarà “più bella del solito”. La cosa però non è andata giù alla Lega, che ha trovato strano che “per il secondo anno consecutivo la festa non avrà luogo”, ma, a suo giudizio, “in nome di un’oscura trasparenza”. Ma quel che al Carroccio sembra una macroscopica bizzarria è che “un’amministrazione pronta a postare sui social ogni singola, microscopica, irrilevante sciocchezza con il motto ‘Anche questa è fatta’ nella circostanza ha mantenuto il silenzio, ritenendo, a quanto pare, che i cittadini non debbano essere informati”. Le contestazioni della Lega non si fermano qui.

“Qualcuno –attacca– dovrebbe, però, dire a Cipriani che la Roveda fa parte di Sedriano e forse i 39 voti per cui ha vinto, arrivano proprio da lì. Ci chiediamo: se questa giunta si vanta di non improvvisare nulla e organizza in fretta e furia notti bianche in tre settimane, centri estivi con relativo pre e post scuola all’ultimo minuto assegnando l’appalto all’unico partecipante, è davvero singolare che non sia stata in grado di pianificare una festa patronale con nove mesi di anticipo? Quali sarebbero le varie motivazioni? Nessun bando di gara, nessuna manifestazione di interesse, nessun affidamento diretto, niente. Sulla festa del vino –chiosa-, della birra, del miele, del cioccolato non ci pronunciamo nemmeno perché, a quanto pare, è stata solo polvere di stelle buttata a caso per i creduloni. Attendiamo novità per la festa di San Remigio, auspicando un semplice, piccolo bando di gara, poi, nel caso, se dovesse essere troppo complicato, ce la organizziamo da soli”.

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