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Non tagliare siepi e rami che sporgono sulla pubblica via o sui marciapiedi è una distrazione che rischia di costare molto caro. Sì, perché un’ordinanza a firma del comandante della polizia locale Riccardo Milianti prevede multe sino a 312  euro per l’inosservanza. Del resto se gli inviti non bastano a correggere il malvezzo non rimane che passare alle maniere dure. Certo è che rami e siepi sporgenti oltre le recinzioni delle abitazioni rendono difficoltosa la visibilità. L’inconveniente si riscontra proprio in coincidenza con la fine dell’estate quando piante e siepi raggiungono il massimo della crescita. Il risultato è che sporgendo sulla strada causano qualche disagio di troppo: coprono i cartelli stradali, restringono di fatto il marciapiedi e la carreggiata con tutti gli immaginabili disagi per pedoni e automobilisti.
Non solo. I rami impediscono alla nettezza urbana la perfetta pulizia dei bordi della strada. Insomma va bene il verde per rendere più accogliente l’ambiente e più piacevoli le abitazioni, ma va curato altrimenti il rischio di procurare incidenti non è  trascurabile. Da qui l’ordinanza per costringere i cittadini interessati alla sistematica potatura di rami e siepi che ricadono sulle aree pubbliche, a ripulire i marciapiedi da foglie e ramaglie, a rimuovere le erbe infestanti lungo le private recinzioni. Conviene anche ai proprietari e gli amministratori di stabili adeguarsi sia per non ritrovarsi multati che per scongiurare in caso di incidenti richieste risarcitorie.

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