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Non è stata una scossa tellurica inaspettata quella che stamattina si è abbattuta sul municipio, anche se sembrava che per qualche imponderabile motivo, come si spera nelle cose inevitabili, potesse essere scongiurata. Ma non è stato così. Infatti proprio stamattina il vicepresidente del consiglio comunale Alberto Camerati si è dimesso dalla carica istituzionale, ma non da consigliere comunale e da presidente della commissione finanze. Un gesto che dal punto di vista numerico non incide sulla stabilità della maggioranza, ma politicamente è un siluro dagli imprevedibili effetti potendo innescare conseguenze in serie e destabilizzare la compagine. Infatti è plausibile che altri consiglieri che già avevano manifestato forti mal di pancia possano ora seguirlo. In ogni caso la presa di posizione di Camerati non è frutto di un improvviso colpo di testa, ma maturata gradualmente e irreversibilmente sulla scia degli eventi accaduti ultimamente.
Anzitutto non gli è andata giù che sia stato  nominato assessore Enzo Tenti, poi non ha gradito che si è cercato di forzare la mano al sindaco per dare la delega al verde al consigliere comunale Ezio Manini che faceva parte della lista “Il nostro paese” e successivamente passato con la lista “Insieme per Vittuone”. E dulcis in fundo la convocazione del consiglio comunale nella giornata del 30 aprile senza la presenza della minoranza. Troppo per non prendere cappello e dare un segnale forte. Certo che l’idea di allargare la maggioranza per rafforzarla ha finito per trasformarsi in un boomerang che potrebbe travolgere la compagine. Un paradosso, ma tant’è. Uno scenario lacerato che nessuno avrebbe potuto immaginare, ma che è diventato plastica realtà. Che succederà, adesso? Si andrà avanti come se non fosse accaduto nulla, oppure il sindaco Stefano Zancanaro si deciderà a prendere in mano la situazione? Camerati da chi sarà sostituito? Magari da Manini che avrebbe il grande vantaggio di  non assegnare la delega e salvare capra e cavoli. E il presidente del consiglio comunale Fagnani che farà? Gli interrogativi non mancano. Le mosse dei prossimi giorni saranno decisive per la tenuta della maggioranza.

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