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Dal 31 gennaio scorsa è in vigore la legge sul testamento biologico. Il cuore della legge è l’introduzione della disciplina della dichiarazione anticipata di trattamento (Dat), ovvero un documento con il quale una persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di una eventuale futura incapacità di autodeterminarsi e dopo avere acquisito adeguate informazioni mediche sulle conseguenze delle sue scelte, può esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto ad accertamenti diagnostici o scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari. Intanto l’amministrazione comunale informa che l’ente è legittimato a ricevere le dichiarazioni (Dat), recante la firma autografa, consegnate personalmente dal dichiarante residente. 

E così chi è interessato alla Dat può rivolgersi all’ufficio di stato civile preferibilmente su appuntamento. Il disponente deve presentarsi munito di: 
documento identificativo, in corso di validità; 
atto/scrittura contenente le Dat in busta chiusa. 
dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in duplice copia nella quale darà atto di aver compilato e sottoscritto la dichiarazione anticipata di trattamento. 
Il funzionario comunale, incaricato della tenuta registro comunale per le disposizioni anticipate di trattamento, rilascerà al dichiarante formale ricevuta (la copia della dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà) con data, firma e timbro dell’ufficio. 
La Dat può essere rinnovata modificata o revocata in ogni momento, secondo le modalità espressamente previste dalla legge. Dat, disposizioni anticipate di trattamento, con le quali le persone possono dare indicazioni sui trattamenti sanitari da ricevere o da rifiutare nei casi in cui si trovassero in condizioni di incapacità. 

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