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Non bastava la pesante condanna per l’area feste a mettere in fibrillazione l’amministrazione comunale che l’è arrivata un’altra mazzata in piena faccia che rischia di farle male. Sì, il famigerato falò di sant’Antonio del 17 gennaio 2017 che era culminato nella denuncia di Sinistra di Sedriano degli amministratori non è finito in nulla di fatto come magari speravano in municipio. Infatti il Gip ha rinviato a giudizio il vicesindaco Davide Rossi e l’assessora Valeria Chiesa  con prima udienza fissata il 5 ottobre 2018. La posizione del sindaco Angelo Cipriani invece si deciderà in camera di consiglio il 12 aprile prossimo. SdS in questa nota che ricevo e pubblico ne dà conto della vicenda.  Ciò che è andato in scena la notte del 17 gennaio 2017, ha dell’inquietante. Abbiamo assistito a una sospensione della democrazia. Noi per primi siamo rimasti scioccati da quanto stava avvenendo, dall’assurdità e gravità dei fatti che man mano si susseguivano accentuando sempre più i toni. La situazione è arrivata addirittura a sfociare in atteggiamenti intimidatori e vessatori nei confronti di alcuni componenti di SdS, rei di aver presentato un esposto alle autorità per denunciare l’irregolarità -ed il contenuto- della catasta allestita per il falò.

➣ C’è stata un’ampia -e consentita- diffusione del nome di chi ha firmato l’esposto ai carabinieri.
➣ E’ stato esibito uno striscione offensivo e intimidatorio proprio sopra il falò e nessuno dei preposti si è attivato per rimuoverlo.
➣ Commenti fortemente negativi sono apparsi sui social, culminando con la pubblicazione delle foto degli esponenti di SdS in perfetto stile “wanted”.
➣ Alcuni amministratori locali, anziché condividere scriteriatamente e distribuire abbondanti “mi piace”, avrebbero dovuto, anche in funzione del loro ruolo istituzionale, astenersi dal partecipare a questi giochini.
Dato che si è ignorata totalmente l’evoluzione dei fatti, tutto è inevitabilmente  sfociato in atteggiamenti bellicosi da parte di personaggi facinorosi, pronti a dar fuoco a qualsiasi cosa, alimentando una preoccupante situazione di disagio per i  componenti di SdS additati al pubblico ludibrio.
Sconcertati dall’inaspettata bufera, nei giorni successivi abbiamo atteso fiduciosi che, ripreso controllo ed equilibrio, valutato fatti e circostanze, riconosciuti gli errori e le manchevolezze, venisse ristabilita la verità. Abbiamo atteso che, con analoga enfasi, gli amministratori locali -particolarmente alcuni-  formulassero pubbliche scuse a noi di SdS e a tutti i cittadini per il clima da caccia alle streghe creato a sproposito.
Ma siamo stati troppo ottimisti e abbiamo aspettato invano “qualcosa” di riconciliante che, purtroppo, non è mai arrivato.
Ne abbiamo preso atto, e nostro malgrado, per tutelare gli esponenti di SdS, oggetto dei gravissimi atti diffamatori, abbiamo denunciato il tutto alle autorità competenti.
Da persone di buon senso abbiamo evitato di speculare sulla questione, nonostante già alcuni mesi dopo la querela si paventasse l’invio di alcuni avvisi di garanzia.
L’epilogo è notizia di questi giorni.
In relazione alla richiesta di archiviazione avanzata dal P.M. per la posizione stralcio di Angelo Cipriani, il GIP del Tribunale di Milano, ritenuta rituale l’opposizione presentata dai nostri legali, avv. Vittorio Bressi e avv. Maria Pina Blanco, del Foro di Milano, ha fissato l’udienza in camera di consiglio il 12 aprile 2018 per la relativa discussione.
Rinvio a giudizio nei confronti di Davide Rossi e di Valeria Chiesa, imputati del delitto p. e p. dall’art. 595 , comma III, c.p., persona offesa sig. Antonio Fusi,  con prima udienza fissata al 5 ottobre 2018.
Siamo convinti che tutto questo si sarebbe potuto evitare se solo si fosse usato il buon senso. Quello che chiediamo oggi è semplicemente giustizia.

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