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L’amministrazione comunale sull’area feste non si rassegna alla dura sconfitta. E rilancia contro tutto e tutti. Sì, perché  ha deciso di ricorrere in appello nella speranza di ribaltare il pesante verdetto, che l’ha condannata a liquidare le controparti per oltre 400.000 euro se si tiene conto di Iva, interessi, spese generali e contributi previdenziali. Ma con una curiosa motivazione. Siccome, a suo giudizio, la sentenza di primo grado non ha accolto le sue richieste ha ritenuto opportuno  ricorrere in appello. Peraltro -aggiunge la qualità dell’opera è sotto gli occhi di tutti quindi ricorrere in appello è un atto “quasi” dovuto. Una mossa rischiatutto, ma in municipio ritengono che sia da fare. Ma, stando a indiscrezioni, il suo legale, che già prima della sentenza di primo grado aveva suggerito di transare, non sarebbe convinto dell’opportunità di ricorrere per non complicare ancor più le cose. Certo che la situazione non è allegra e potrebbe aggravarsi se anche per i lotti B e C dovesse soccombere. 
Insomma ritrovarsi con un possibile oneroso debito fuori bilancio non è una passeggiata di salute e per di più con il rischio dell’arrivo di un commissario ad hoc per gestire la materia. Infine appare una bizzarria sostenere che l’area feste si è degradata quando con cause a dir poco azzardate si è concorso al suo abbandono. 

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