Se non fosse drammaticamente vero sembrerebbe uno scherzo anticipato di Carnevale. Sì, perché l’avvio della procedure per il licenziamento di 81 dipendenti della storica fabbrica Colgar International di via Marconi non era neppure nelle peggiori previsioni. Invece è tutto improvvisamente precipitato. Il gruppo cinese Zhejiang Rifa Precision Machinery Company, che aveva acquisito nel 2015 la storica fabbrica per 6 milioni di euro, s’era impegnata a rilanciare l’azienda, che progetta e realizza macchine utensili. Invece è arrivata la comunicazione che l’azienda è decisa a cessare la produzione. Eppure negli ultimi due anni erano stati attivati contratti di solidarietà che sembrava fossero sufficienti per scongiurare esiti traumatici.
Ma così non è stato, nonostante che la proprietà s’era detta pronta a presentare un piano industriale di rilancio. I lavoratori non sono disposti a gettare la spugna senza combattere e si sono mobilitati con presidi davanti all’azienda per spingere il gruppo a tornare al tavolo delle trattative e individuare soluzioni non così drastiche. La prossima mobilitazione è stata programmata per martedì 30 gennaio. Per i lavoratori ci sono le condizioni per non scrivere la parola fine, poiché le commesse non mancano per andare avanti. Certo che se dovesse chiudere sarebbe un altro duro colpo per l’occupazione e il tessuto economico più povero.
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