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Ieri sera è andato in scena nella sala “Mario Costa” il convegno di tutte le forze politiche che vi hanno aderito per spiegare le ragioni del Sì (alquanto variegate) e le ragioni dell’astensione propugnate da Sinistra di Sedriano e da altre forze di sinistra radicale. Sostanzialmente è andato tutto bene, le posizioni si sono confrontate con decisione e vi è stato anche qualche momento di polemica estranea all’argomento e con qualche eccesso nel contraddittorio. Il sindaco Angelo Cipriani, pur non essendovi il patrocinio dell’amministrazione comunale (cosa vietata dalle circolari della Prefettura) ha voluto farsi notare, anche se qualcuno ha trovato non proprio necessaria la sua presenza. Buona l‘affluenza di pubblico con presenze anche da fuori Sedriano di cittadini comunque interessati ad ascoltare opinioni a favore o contro il referendum.
L’incontro è servito anche per collaudare i nuovi sistemi audio-video installati nella sala, che -osserva Danilo Patané (Forza Italia)- sicuramente sono costati parecchio. Soldi che sarebbero potuti essere utilizzati per scopi meno autoreferenziali da parte della giunta a 5 stelle“. Ma al termine della manifestazione, giustamente qualche inquilino del palazzo sovrastante la sala,  ritenendo le voci provenienti dal dibattito alla stregua di schiamazzi notturni (erano le 23.15), ha chiamato la forza pubblicaL’intervento dei carabinieri che hanno posizionato l’auto davanti all’ingresso della sala quindi in piazza del Seminatore, è servito a calmare le voci di una moltitudine di persone che ancora aveva voglia di dibattere e chiarire le proprie posizioni politiche. Da qui  si evince come la sala non sia idonea agli eventi in tarda serata. “La circostanza -aggiunge Patané– dimostra come sia stato sbagliato adottarla e attrezzarla di tutto punto come sede del consiglio comunale e di altre riunioni oltre un certo orario di tolleranza. Va da sé che i lavori di implementazione degli impianti audio-video sarebbero potuti essere effettuati nell’auditorium della scuola media e quindi poi rimanere nella disponibilità del plesso per  le attività didattiche, sempre precarie dal punto di vista delle attrezzature di comunicazione”. 

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