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I parcheggi nello spazio del parco Libertà sono stati ultimati, ma ancora non sono accessibili al pubblico. Sì, perché in municipio non hanno ancora stabilito il da farsi, ovvero se i posteggi siano a tempo, oppure liberi com’erano prima di ricavarli nella nuova dislocazione, o a servizio dei residenti dei palazzi adiacenti. Un dilemma che gli amministratori sono chiamati a sciogliere a stretto giro di tempo. Non è tutto. C’è presumibilmente anche da definire il percorso d’uscita dai parcheggi, altrimenti sarebbe già stata tracciata sulla pavimentazione la ”freccia” di direzione come invece per l’ingresso. Inoltre i posteggi così come oggi si presentano non sembra che siano immuni di rischi per i frequentatori del parco. Dettagli che forse in prima battuta sono sfuggiti a progettisti e amministratori, ma a cui ora si deve rimediare. Ma, a parte questi aspetti tecnici, restano critiche e malumori fra i cittadini. Le panchine per esempio poste per delimitare i parcheggi suscitano forti perplessità. Infatti non essendo ombreggiate è difficile che qualcuno nel periodo della bella stagione si intrattenga per via del sole a cui sono esposte e per di più danno l’impressione di un luogo desolato. Insomma non pare che sia stata una grande idea incorniciare i posteggi con le panchine. Eppoi l’arredo urbano così allestito non sembra esteticamente il massimo.

La simmetria che c’era tra la piazza e il parco è ora solo un ricordo. Molto critico è l’ex assessore Lerry Antonini. “La scelta -puntualizza Antonini– ha snaturato l’essenza storico-architettonica di Piazza Libertà. L’ispirazione simmetrica della piazza e le prospettive da via Stretta verso via Brera sono definitivamente perse. Un danno architettonico enorme con l’impossibilità di dare completamento a un coerente arredo urbano tra l’altro già definito con un concorso di idee indetto dall’allora giunta Barlocchi. E come se non bastasse il danno, ora non sanno come gestire i posteggi che hanno voluto e perseguito tenacemente e a dispetto della ragionevolezza”.

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