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Ricevo e pubblico questa nota di Sinistra di Sedriano sui fenomeni migratori e sulle reazioni politiche che suscitano.
Quanti passi mancano per tornare al nero passato? I politici populisti (come Salvini, Di Maio, la Meloni e non solo), soffiano su questo fuoco, alimentando le più torbide paure: ne hanno un disperato bisogno. L’estrema destra rispolvera manifesti e slogan di propaganda del ventennio fascista, braccia nere che si allungano sulle nostre donne. “Difendila dai nuovi invasori. Potrebbe essere tua madre, tua sorella, tua figlia” recitano i manifesti che istigano all’odio razziale compiendo un reato, così com’è reato l’apologia del fascismo in ogni sua forma. La storia insegna, ma non ha scolari, diceva Gramsci.
Ripetiamo gli stessi errori, con strana voluttà. Il fenomeno migratorio non si governa col manganello, con gli sgomberi, con le barche affondate, con i muri alzati, con i lager libici, con le mozioni contro l’accoglienza migranti nei consigli comunali. In questo modo si può solo vagheggiare una “soluzione finale” come 70 anni fa. Tanto più che non sarà la paura della morte a fermare questa gente, né le minacce e gli ostacoli. Loro scappano da morte certa e non sarà quella probabile a fermarli. E negli anni l’esodo aumenterà progressivamente anche a causa dei cambiamenti climatici. Prima la vergognosa diffamazione mediatica dell’operato delle Ong in mare, poi le difficoltà a concedere la cittadinanza ai figli di stranieri nati in Italia, gli sgomberi forzati di rifugiati a Roma, addirittura le minacce ad un prete accusato di accogliere migranti senza distinzione di religione per averli portati in piscina.
 Evidentemente dovrebbe curarsi solo del bene delle anime (italiane, cattoliche e naturalmente bianchissime). Il fenomeno ha radici lontanissime. Dal periodo coloniale noi ‘occidentali civilizzati’ stiamo saccheggiando le loro risorse, affamando la popolazione, arricchendo i loro dittatori e inaridendo i loro terreni. Le nostre multinazionali, da secoli sfruttano manodopera malpagata a zero vincoli ambientali. Tutto, per proteggere il nostro intoccabile stile di vita e riempire gli scaffali dei nostri supermercati. Così come -da decenni- forniamo armi alle petroldittature che sostengono economicamente il terrorismo. Ma non risolveremo certamente il problema costruendo muri, lasciandoli affogare in mare con donne e bambini e lasciandoli torturare da dittatori dispotici e sanguinari, chiudendo porti e porte, alzando barriere e fili spinati, così non risolviamo il problema, tantomeno protestando per non accogliere una quindicina di disgraziati profughi nel proprio comune, come sta succedendo anche a Sedriano. 
La protesta, la rabbia, il dolore di questa gente crescerà col tempo e ci sommergerà. Sono loro la maggioranza della popolazione mondiale e un po’ di buon senso dovrebbe suggerire che sarà necessario -prima o poi- prenderne atto. L’unico modo per governare questo fenomeno è smettere di vendere armi ai paesi in guerra, di fare accordi con paesi dittatoriali per rispedire indietro i migranti. Dovremmo impegnarci a creare corridoi umanitari per chi scappa da fame, guerra, disastri ambientali e integrarli nella nostra società -italiana ed europea- in modo organizzato. Dobbiamo tessere con loro reti di umana solidarietà, aiutarli sia a casa nostra che nella loro. Rinnegare un’economia di morte e schiavitù, sostenere con i nostri acquisti il commercio equo, i microprogetti di cooperative nei paesi poveri e boicottare tutte quelle imprese che sfruttano la manodopera e devastano l’ambiente. 
Dobbiamo accogliere chi scappa, tramite progetti di accoglienza, affidi diurni dei bambini e nel contempo adeguare il nostro stile di vita. Dobbiamo testimoniare nel quotidiano che noi per primi limitiamo sprechi e consumi, che sappiamo autoprodurre, ridurre, riusare, riciclare, che non è obbligatorio possedere due o più auto per famiglia e che possiamo muoverci anche con mezzi alternativi: tutti ne trarremmo beneficio. Tutti sappiamo che si può tornare ad usare pannolini lavabili per i bimbi, che è necessario rispettare l’ambiente, che è possibile usare un buon cellulare per anni, senza lasciarsi incantare dalla pubblicità, né dagli ‘asteroidi’ o dai mille prodotti industriali di discutibile utilità. Possiamo dimostrare che l’agognato benessere non è deleterio consumismo, né spreco, ma semplicemente democrazia, ecologia ed equità. La Terra e gli oceani sono ormai stracolmi di rifiuti, . E’ il solo futuro possibile, se vogliamo continuare a vivere sul nostro pianeta, in pace, armonia, prosperità. Solo quando noi, il 20% della popolazione mondiale, consumatori e seriali saccheggiatori incalliti e privi di scrupoli, sapremo farci carico delle nostre responsabilità (attuali e passate) e adeguare il nostro stile di vita, potremo aiutare davvero questa povera gente e di conseguenza il pianeta. Come aveva annunciato il capo pellerossa Seattle all’assemblea tribale già nel 1854 “La terra non è eredità ricevuta dai nostri Padri, ma un prestito da restituire ai nostri figli”. Concludendo, abbiamo ascoltato quello che doveva dire in proposito la nostra amministrazione comunale, nell’assemblea pubblica cittadina di giovedì, dalla quale in realtà, non è emerso un chiaro orientamento pro accoglienza e si è nascosta, come di consueto dietro i soliti ‘stiamo vedendo, riflettendo, pensando, consultando’… niente di nuovo. D’altra parte, lo ribadiamo, per l’ennesima volta: quella che doveva essere la giunta aperta ai cittadini, quella delle soluzioni condivise e non assunte nelle segrete stanze, quella della trasparenza e della partecipazione, si sta dimostrando -ogni giorno di più- essere una delle più chiuse, arroganti ed incompetenti di sempre.

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