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Il Comune si è limitato a transennare l’area circostante, ma non a ingiungere (sull’albo pretorio non c’è traccia di alcun decreto) alla proprietà, ovvero a se stesso, di intervenire per rimediare al rischio di crollo del muro di cinta. Un paradosso, ma tant’è per rendere chiara l’incredibile situazione. Infatti la villa da tempo è stata ceduta al Comune dalla società Tecno in. Comunque il bagolaro cresciuto sul muro di cinta della Villa Venini ha finito per infiltrarsi e causare una grossa crepa da temere seriamente per la sua stessa stabilità. Certo è che l’immobile trovandosi nelle vicinanze della scuola non è un buon viatico per la sicurezza degli studenti e se si consideri che potrebbe crollare da un momento all’altro un rischio di non poco conto. Ma sinora, nonostante il pericolo, nessuno si è preoccupato di mettere in sicurezza il muro.

Tuttavia c’è da chiedersi come mai il Comune, che è responsabile di eventuali conseguenze, non abbia ancora provveduto all’asportazione della pianta e alla riparazione del muro di cinta.

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