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I sindaci e gli assessori ai trasporti dell’asse dell’ex Statale 11 non ci stanno a far morire il trasporto pubblico locale interurbano. E lanciano fra l’altro una raccolta di firme per far sentire forte e chiara la voce del territorio e scongiurare il rischio che il servizio venga meno. In questa nota che ricevo dall’amministrazione comunale è evidenziato lo scenario che si sta prospettando.
Una doccia freddissima quella del 3 luglio 2017 a Palazzo Isimbardi, sede della Città metropolitana di Milano. Il tema dell’incontro: l’offerta di trasporto pubblico locale tenuto conto delle risorse a disposizione e del nuovo ruolo svolto dall’Agenzia per il TPL recentemente attivata. Ecco lo scenario: ad aprile mancavano due 2,8 milioni (pari a circa 1 milione e 400mila bus/km per anno) per garantire il mantenimento del servizio. Regione Lombardia si era impegnata a dare tale contributo (0,75% del bilancio del TPL regionale). 

Allo stato attuale e nonostante un ordine del giorno votato da 49 consigli comunali del territorio metropolitano (tra cui Bareggio, Cornaredo, Settimo Milanese) non abbiamo avuto risposte positive alle nostre richieste: abbiamo chiesto al Governo e alla Regione di mantenere le risorse per il TPL metropolitano e di lavorare affinché invece di ridurre si lavorasse per un trasporto sostenibile e rispondente ai bisogni di tutti.
“E così – dichiarano i sindaci e assessori ai trasporti dei Comuni lungo l’asse del Magentino (Sara Santagostino, Yuri Santagostino, Mary Vono, Giancarlo Lonati, Angelo Cipriani) – il 3 luglio ci è stata anticipata la dimensione dei tagli nelle sei aree in cui è suddiviso il trasporto di Città metropolitana. In particolare, per la nostra zona e per il periodo che va dal 15 luglio al 31 agosto, è stata prevista la soppressione del servizio festivo della linea Z620 (Magenta – Molino Dorino M1) e la riduzione del 50% del servizio offerto nella settimana di Ferragosto, affermando di salvaguardare in tal modo il più possibile pendolari, lavoratori, studenti e le tratte in cui agisce solo ed esclusivamente il TPL su gomma. Non crediamo che tutto ciò rappresenti una salvaguardia e, anzi, consideriamo un enorme passo indietro nel tempo e una forma di rinuncia dell’idea di sviluppo della mobilità sostenibile. Si adottano così soluzioni che ci allontanano dalle Città metropolitane europee cui spesso facciamo riferimento.
Anziché produrre soluzioni per “abbandonare” l’uso delle autovetture private; anziché prospettare modalità di spostamento volte alla diminuzione dell’inquinamento atmosferico; in luogo di migliorare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle persone; anziché concepire il tema del trasporto pubblico come una forma di investimento sullo sviluppo socio-economico dei territori, Regione Lombardia ha scelto di non assumersi responsabilità di mantenere un servizio essenziale e Città metropolitana ha scelto, in assenza di risorse, di percorrere la strada dei tagli. Tutto questo in attesa che Regione Lombardia dichiari in maniera trasparente e inequivocabile le sue intenzioni.
Nel frattempo, rifiutando in toto, questa modalità di procedere, continueremo a far sentire la nostra voce in tutte le sedi istituzionali e, inoltre, coinvolgeremo i nostri cittadini in una raccolta firme per, non solo mantenere, ma sviluppare il trasporto pubblico locale”.
Le modalità di raccolta firme verranno dettagliate nei prossimi giorni sui siti istituzionali dei Comuni.

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