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Eugenio Costantino
La provenienza geografica non è un’aggravante e vale nella circostanza una riduzione di pena. Certo che l’imprenditore Eugenio Costantino, che era stato condannato per il sequestro del commerciante di preziosi Mauro Galanti a 16 anni e 4 mesi, si è visto riconoscere dalla Cassazione uno sconto di pena. Infatti la condanna gli è stata diminuita a 11 anni, un mese e 10 giorni. La curiosità è che i suoi avvocati non avevano contestato l’aggravante mafiosa, ma essendo stata chiesta dalla difesa dell’altro coimputato Ciro Simonte si è esteso anche a lui il beneficio.

Secondo la Cassazione la provenienza geografica e regionale (calabrese) non accompagnata da condotte riconducibili all’articolo 416 bis (associazione mafiosa) non è elemento sufficiente per applicare l’aggravante come invece era stata riconosciuta nei precedenti gradi di giudizio. L’aggravante era scattata, perché lui e il coimputato avevano evocato la loro origine calabrese per intimorire oltremodo Galanti. L’antefatto è riconducibile all’episodio in cui quest’ultimo aveva veduto a Costantino, gestore a San Pietro all’Olmo del negozio “Vendo oro”, pietre sintetiche spacciandole per vere. Galati, attratto nel negozio, veniva sequestrato e condotto in una villa a Cuggiono, ma il giorno dopo è stato liberato a Magenta previo il pagamento di un riscatto. Ma per la Cassazione il richiamo regionale non è motivo sufficiente per applicare l’aggravante mafiosa.

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