Ma che sta succedendo nella protezione civile? Sì, perché in poco tempo si sono dimessi ben 8 volontari tanto che l’organico si è ridotto a solo 3 unità che per regolamento non sono sufficienti per costituire il corpo. Una “morìa” inaspettata che minaccia di mettere in discussione la stessa sopravvivenza della protezione civile. La circostanza non è sfuggita al Partito democratico che si è affrettato per presentare un’interrogazione per chiedere conto delle dimissioni di massa e soprattutto se con un organico ridotto al lumicino il gruppo “debba ritenersi operativo e in grado di poter essere attivato in caso di necessità/urgenza a livello locale/regionale”, nonché che “azioni intenda l’amministrazione comunale mettere in atto per far ritornare i volontari che si sono allontanati e portare l’operatività dell’associazione ai livelli di eccellenza che da anni l’hanno caratterizzata”.
Certo che sarebbe un duro colpo per la comunità se la protezione civile dovesse chiudere battenti. “E’chiaro che tutte queste dimissioni -attacca il capogruppo piddino Giuseppe Pisano– non sono state un fulmine a ciel sereno. Le motivazioni che hanno portato, in brevissimo tempo, alle dimissioni di almeno 8 persone, il 73% degli iscritti, non possono essere tutte ascrivibili a ‘motivi di famiglia’. Del resto il malessere che covava all’interno dell’associazione era cosa nota a tutti i sedrianesi. In un paese come il nostro il malcontento di tante persone non si riesce a mantenere circoscritto ai soli addetti ai lavori. L’amministrazione comunale è sicuramente colpevole di non aver saputo intercettare i bisogni di questi volontari, di non aver saputo tenere insieme il gruppo, di aver contribuito a distruggere anni di lavoro di tanti volontari e amministratori. Noi intendiamo schierarci a fianco di associazione e faremo di tutto per riportarla nel pieno della sua funzionalità ed efficienza”.
