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Giuseppe Pisano (Pd)

La vicenda con annessi e connessi dei lavori di via Verdi-Mazzini si arricchisce di un nuovo e inaspettato capitolo. Sì, perché l’opposizione che sembrava unita e compatta per stringere d’assedio la giunta Cipriani e magari costringerla alla capitolazione si è invece scoperta sul più bello con idee differenti sul da farsi, senza mordente e strategia. Infatti era pronta a presentare una mozione di sfiducia e c’era anche il testo, messo a punto dal consigliere Roberto Scurati (Lega nord), e quel che è più sensazionale anche Susanna Auletta, la fuoriuscita dalla Lista civica di  Curioni e Di Bella, era più che decisa a sottoscrivere il documento, ma all’ultimo momento l’ex assessore e attuale capogruppo del Pd Giuseppe Pisano si è tirato indietro. Il motivo? Secondo lui non c’erano documenti a suffragio della sfiducia come se le email trafugate all’ex comandante Paolo Porro e pubblicate da Settegiorni non fossero mai esistite e non costituissero una prova sufficiente su cui poggiare la sfiducia.
Una condotta che ha suscitato non poco stupore negli altri interlocutori e nulla è valso a farlo desistere dal suo proposito. Tuttora non riescono a capire le ragioni vere della sua incomprensibile scelta politica, che, a loro dire, non solo non aiuta a fare chiarezza, ma suscita forti perplessità. E così, almeno per adesso, l’amministrazione Cipriani può tirare un respiro di sollievo, serrare le file e proseguire il cammino. Ma se Pisano non voleva sottoscrivere la mozione di sfiducia -si osserva da più parti-, poteva almeno proporre un consiglio comunale aperto sul tema, oppure fare in modo che nella seduta consiliare di fine mese venisse inserito un punto sulla questione e chiedere al sindaco di tenere una relazione sulla querelle. Niente di tutto questo e non è perciò strano che siano esponenti esterni al consiglio comunale a tenere viva la faccenda con nuovi colpi di scena. 

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