Latest News
Latest News
Danilo Patané
La vicenda dei lavori di via Mazzini prende la strada della Procura. Sì, perché il coordinatore azzurro Danilo Patané, prendendo atto che la sua diffida è caduta nel vuoto, è passato alle carte bollate per mettere in moto la macchina della giustizia. Infatti sabato 17 ha presentato un esposto-denuncia nella locale caserma dei carabinieri di ben 5 pagine con 7 allegati contro il sindaco Angelo Cipriani, il vicesindaco Davide Rossi, gli assessori Valeria Chiesa, Armando Manes ed Elisabetta Alì, il segretario comunale Nicola Sorgente e il responsabile dell’ufficio tecnico Stefano Cubeddu. Si tratta di una denuncia che coinvolge i soggetti indicati per dichiarazioni non rispondenti al vero e comportamenti omissivi a vario titolo nell’esercizio delle funzioni di pubblico ufficiale piuttosto che di incaricato di pubblico servizio.
“La legalità -afferma Patané– non è un optional. Ci vuole rispetto, ma in municipio non sembra che osservino molto le regole, pur avendone fatto una bandiera in campagna elettorale, che alla luce dei fatti denunciati è più che sbiadita”. Il tutto si riconduce al 30 marzo scorso quando Patané ha inoltrato istanza di accesso agli atti per ottenere copia del parere tecnico rilasciato dall’allora comandante Paolo Porro sui lavori di rifacimento del marciapiedi di via Mazzini in relazione all’assenza di controindicazioni al restringimento della sede stradale. La vicenda forse non avrebbe avuto alcuna conseguenza se nel consiglio comunale andato in scena nella serata della stessa giornata il sindaco a domanda di un cittadino non avesse risposto che l’allargamento del marciapiedi rientrava fra i lavori di ordinaria amministrazione, che Porro aveva avallato il progetto e che non era contrario ai lavori e per di più aveva ricevuto un feed back positivo. Non solo. Il geometra Cubeddu il 27 aprile ha risposto che a Porro non era stato richiesto alcun parere. Siccome il diavolo fa le pentole ma non i coperchi succede che il 2 giugno Settegiorni pubblica delle email in cui risulta che Porro aveva invece manifestato contrarietà all’opera realizzata e quindi una realtà del tutto opposta a quella rappresentata da Cipriani e Cubeddu. Da qui l’invito di Patané al segretario comunale e ai componenti della giunta a segnalare alla Procura il comportamento di sindaco e vicesindaco e del responsabile dell’ufficio tecnico, configurante, a suo giudizio, il reato di falso ideologico. Ma l’esortazione alla legalità è caduta nel nulla. Patané non si è perso d’animo e ha presentato la denuncia. La faccenda si ingrossa e una banale manutenzione rischia di travolgere tutto e tutti e disegnare inediti scenari.  

Lascia un commento