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L’approvazione della convenzione sulla cava Bergamini continua a tenere banco fra forti dubbi e perplessità. Sì, perché non si riesce a capire come mai il Comune nella vertenza con lo scavatore pretendeva 1,5 milioni per sanare le estrazioni eccedenti di ghiaia e poi finisce per accontentarsi di appena 90.000 euro. Troppa distanza per non porsi domande su chi ha fatto il vero affare. E la lista Voi con noi, a firma del consigliere Enrico Montani, in una nota che ricevo e pubblico solleva dubbi sull’operazione.
“Sono troppi i perché che annebbiano la questione cava Cascina Bergamina. Tra l’altro si tratta di una faccenda che ha origine dalla fine degli anni Ottanta e il sindaco Lonati conosce molto bene. Infatti, già allora Lonati faceva parte dell’amministrazione comunale, quando la giunta si trovò in gravissime difficoltà per il problema.  
 Sono troppi i perché. Tutti ci domandiamo come mai il Comune ha chiesto alla ditta titolare delle autorizzazioni di scavo l’importante cifra di circa 1.400.000 di euro, quale sanzione per le quantità scavate in eccedenza alle autorizzazioni, e poi si accontenta di solo 90.000 euro. La differenza è veramente considerevole.

Poi, come mai i programmi, le promesse e gli impegni del sindaco Lonati, del Partito democratico e Io amo Bareggio volevano la chiusura completa e definitiva della attività di scavo e invece dovremo ancora assistere allo scavo di ulteriori 850.000 metri cubi? Un vero e proprio fallimento per gli obiettivi del sindaco e della sua amministrazione e soprattutto un grossolano volta faccia che ora cercano di vendere come un affare per la comunità. In realtà l’affare vero lo fa la ditta proprietaria della cava che a nuova autorizzazione acquisita venderà il tutto al miglior offerente incamerando una cospicua somma. 

Le attività di scavo per gli 850.000 metri cubi frutteranno a chi scaverà introiti di circa 20.000.000 di euro e più. L’amministrazione Lonati invece si accontenta di chiudere una vertenza incassando la quindicesima parte di quanto richiesto, 1.310.000 in meno, e di incassare solo circa 25.000 euro annui in più delle tariffe fissate dagli enti superiori preposti. 

La ditta titolare della cava si è poi impegnata a concorrere con la somma di 40.000 euro nella realizzazione di una pista ciclabile che dovrebbe congiungere la via Cusago con la Cascina Bergamina. Il costo prevedibile di quest’opera potrebbe essere di circa 250.000 euro. Il Comune per incassarne 40.000 ne dovrà spendere 250.000 dov’è l’affare? Oltre a tutto se l’opera non sarà realizzata la ditta non potrà concorrere a nessuna spesa e quindi non dovrà esborsare nulla. La somma di 200.000 euro che la ditta dovrà corrispondere per manutenzioni stradali, riguarda invece le sole strade che lei stessa consumerà con il passaggio diretto dalla cava dei suoi mezzi e la dovrà spendere a conclusione degli scavi, quando avrà tutto il fieno in cascina, per riparare i danni da lei prodotti in dieci anni. Tra dieci anni, che non sono pochi, con 200.000 euro quanta superficie stradale si potrà riparare? E la ditta poi ci sarà ancora o avrà chiuso? Quali garanzie ha la comunità per tutto ciò? 

Oltretutto con gli scavi previsti sarà consumata ancora una consistente e pregevole porzione di territorio. Dov’è l’affare per la comunità? Quali sono i veri vantaggi e per chi?”.  

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