Non è andata in archivio la vicenda della dipendente comunale che era stata licenziata in gennaio dal Comune, responsabile, a suo giudizio, dell’ammanco di denaro nell’ufficio anagrafe. Infatti l’ex dipendente Barbara Navoni non ha gettato la spugna ed è passata al contrattacco per tentare di riprendere il suo posto. E così ha impugnato il provvedimento davanti al giudice del lavoro del Tribunale di Milano. Ma l’amministrazione comunale non è rimasta a guardare. E ha dato mandato per 5.861,85 euro allo studio legale Galbiati, Sacchi e associati di Milano per tutelare gli interessi e le ragioni dell’ente. L’accusa mossa dal Comune all’ex dipendente riguarda l’appropriazione indebita di appena 940 euro.
Una cifra sicuramente irrisoria che non vale le spese legali e tutto l’ambaradan messo in pista, ma tant’è. La somma sarebbe stata sottratta nell’arco di 3 anni, ma solo adesso è venuto fuori l’inghippo. Il gruppo ViviAmo Vittuone è intervenuto sulla vicenda per sottolineare che “la deciisone stata assunta forse senza la necessaria conoscenza di tutte le sue conseguenze, con poca trasparenza e assai poca chiarezza” e conclude “la mancata conoscenza e il giudizio affrettato sono la strada che porta al populismo e limita la partecipazione democratica alla vita del nostro paese”. Sulla vicenda sono anche aperti due procedimenti a carico dell’ormai ex dipendente. Uno davanti alla Corte dei conti e l’altro in Procura per danno erariale.
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