In principio in nome della parità di trattamento sono finiti nel mirino dell’amministrazione comunale la sede riservata ai gruppi consiliari, poi quella dell’Associazione pensionati della Roveda e ora quella della Pro Loco. Non si fanno differenze in nome della legge in municipio, ma la Pro Loco non ci sta e grida allo sfratto. Infatti non l’è andato giù che dal municipio le abbiano intimato di lasciare i locali occupati per far posto alla protezione civile e per di più senza un straccio di proroga. Il risultato è che ha dovuto trovare riparo in un garage. Una misura forte che da Michele Rossi, presidente della Pro loco, è letta come un attacco politico per condizionare l’operato dell’associazione, se non per destabilizzarla.
Ma dal Comune fanno sapere che non si è trattato di alcun sfratto o forzatura, ma la naturale conseguenza del mancato rinnovo della convenzione che ha fatto decadere il titolo per l’utilizzo degli spazi. Del resto -ragionano in municipio- essendosi risolto il 31 dicembre scorso il rapporto convenzionale è venuta meno, in automatico, la ragione della concessione della sede. Insomma, secondo l’amministrazione comunale, non è andato in scena alcun accanimento contro la Pro Loco, ma soltanto la corretta applicazione del regolamento. Ma c’è chi sospetta che l’estromissione dell’associazione dalla sede sia un affondo per far fuori il presidente Rossi.
amministrazione comunale sedriano
convenzione scaduta e pro loco estromessa dalla sede
michele rossi presidente pro loco sedriano
pro loco sedriano sfrattata
