Domenica 19 si festeggerà in parrocchia la “giornata diocesana della solidarietà”. Una giornata di riflessione, preghiera e azione per richiamare il significato della solidarietà e per stare vicini a chi più si trova in difficoltà per la mancanza di lavoro. Un’occasione dunque per incontrarsi, parlarsi, confrontarsi realmente e non solo dietro uno schermo e una tastiera. Ma anche per fare il punto sulla fase 2 del Fondo famiglia lavoro che ha visto la parrocchia concorrere con la donazione di ben 25.000 euro. Un gesto solidale e da stimolo agli altri. Intanto le domande inoltrate attraverso la Caritas di Cornaredo e San Pietro all’Olmo in diocesi sono state 17 domande, di queste 14 sono state accettate (8 famiglie italiane e 6 straniere).
Ogni famiglia ha ricevuto, mediamente, circa 2.000 euro. Per coloro che hanno potuto beneficiarne si è trattato di un respiro di sollievo che ha consentito, per alcuni di conseguire la patente necessaria per l’eventuale lavoro, per altri un tentativo di “mettersi in proprio” e aprire un laboratorio di pasticceria, per altri ancora, in attesa di un nuovo lavoro, di pagare qualche rata arretrata di mutuo. La fase 3 del Fondo famiglia invece è volta a privilegiare, secondo le indicazioni del cardinale, il tirocinio, inteso come occasione di effettivo apprendimento sul campo e come reale possibilità di incontro tra la persona disoccupata e l’impresa, nella prospettiva che questo percorso si possa trasformare in una forma contrattuale che riporti pienamente nel mondo del lavoro. La nuova fase, più complessa, non prevede l’erogazione di contributi, ma l’elemento qualificante è il coinvolgimento delle imprese. I requisiti per presentare la domanda al Fondo famiglia lavoro 3 sono i seguenti:
Ogni famiglia ha ricevuto, mediamente, circa 2.000 euro. Per coloro che hanno potuto beneficiarne si è trattato di un respiro di sollievo che ha consentito, per alcuni di conseguire la patente necessaria per l’eventuale lavoro, per altri un tentativo di “mettersi in proprio” e aprire un laboratorio di pasticceria, per altri ancora, in attesa di un nuovo lavoro, di pagare qualche rata arretrata di mutuo. La fase 3 del Fondo famiglia invece è volta a privilegiare, secondo le indicazioni del cardinale, il tirocinio, inteso come occasione di effettivo apprendimento sul campo e come reale possibilità di incontro tra la persona disoccupata e l’impresa, nella prospettiva che questo percorso si possa trasformare in una forma contrattuale che riporti pienamente nel mondo del lavoro. La nuova fase, più complessa, non prevede l’erogazione di contributi, ma l’elemento qualificante è il coinvolgimento delle imprese. I requisiti per presentare la domanda al Fondo famiglia lavoro 3 sono i seguenti:
– bisogna risiedere nella diocesi di Milano
– avere almeno un figlio minore a carico (o maggiorenne studente) convivente
– aver perso il lavoro da luglio 2015 o al momento della domanda disoccupato da almeno 4 mesi.
Tra coloro che si rivolgono a Caritas circa il 30% viene esclusivamente per chiedere lavoro e questa nuova fase del Fondo famiglia è un’opportunità che la parrocchia accoglie con interesse.
