Il Comune aveva preteso il contributo di costruzione, ma si è ritrovato soccombente davanti al Tar a cui si era rivolta la controparte. Infatti le ragioni dell’ente non sono state riconosciute e per di più è stato anche condannato a pagare le spese processuali per un importo di 2.000 euro, oltre gli accessori. Una brutta e inaspettata sconfitta per il Comune, che credeva di avere ragione nella controversia. Tuttavia non ha gettato la spugna, poiché si è risolta di appellarsi al Consiglio di Stato per ottenere la riforma della sentenza.
La vicenda risale al 2012 quando la società Frapa Srl è ricorsa al Tar per chiedere l’annullamento dell’ingiunzione di versare il contributo di costruzione per l’immobile di via Milano 7 a destinazione d’uso produttivo a seguito all’effettivo cambio d’uso da produttivo a commerciale messo in atto dall’affittuario dell’edificio. La decisione di frapporre ricorso è maturata sulla scorta del parere del legale dell’ente (studio Fossati-Andena di Milano) che ha manifestato perplessità sulle motivazioni del verdetto in quanto, a suo giudizio, discutibili in punto di fatto e di diritto e per di più la giurisprudenza richiamata in sentenza non pare congrua rispetto al caso in esame. Sarà il Consiglio di Stato a determinare torti e ragioni.
