Latest News

Posts 3 Column Slider

Latest News
Ermes Garavaglia

Il centro estivo comunale e l’oratorio feriale sono servizi importanti per la comunità e per le famiglie interessate, ma non godono del medesimo trattamento. Infatti, stando alla mozione del Nuovo centrodestra, che è stata discussa nell’ultimo consiglio comunale, si è evidenziato che gli iscritti settimanali al centro estivo comunale sono 959 e quelli all’oratorio feriale 2.608 con rispettiva spesa di 40.000 euro e 15.000 euro. Le risorse che mette a disposizione il Comune per queste due proposte: 40.000 euro per il centro estivo e 15.000 per l’oratorio feriale e facendo una semplice divisione emerge che per ogni settimana che un ragazzo va al centro estivo il Comune spende 41 euro, mentre per ogni settimana che un ragazzo va all’oratorio feriale ne spende 5,75.
Una bella differenza. Ma alla fine la mozione è stata ritirata, perché la discussione si è indirizzata su aspetti formali lasciando sullo sfondo la sostanza della questione. “Fatte salve tutte le opportune considerazioni -affermano Ermes Garavaglia e Franco Capuano di Ncd- su utilizzo delle strutture pubbliche o private, gestione delle situazioni di disagio, e delle disabilità, ci pare una notevole differenza, e abbiamo chiesto con la mozione che si procedesse alla verifica dei dati e si proponesse qualche soluzione per rendere più equo il trattamento. Dopo quasi un’ora di dibattito consigliare abbiamo dovuto ritirare la proposta. Sebbene tutto il consiglio comunale -proseguono i due consiglieri- abbia riconosciuto il valore di entrambe le proposte, che non veniva messo in discussione, non è stato percepito minimamente lo scopo della mozione: chiedere una verifica sulla attuale spesa per le due proposte e valutare una soluzione più equa per le famiglie che usufruiscono di uno o dell’altro servizio (e aggiungiamo anche di eventuali ulteriori alternative se ci fossero). L’equità di gioca sulla distribuzione delle risorse pubbliche, siano esse dirette o indirette (per capirci importi di bilancio oppure utilizzo di strutture pubbliche). Abbiamo chiesto solo una verifica e una riflessione su questo perché riteniamo che ci sia molta disomogeneità. Purtroppo -puntualizzano Garavaglia e Capuano– ci si è fermati sui regolamenti, su proposte di convenzione (senza ricordare che questi aspetti vengono dopo quello che abbiamo chiesto noi), su affermazioni del tipo ‘ma il parroco non ha chiesto nulla’. Ci auguriamo possa iniziare da questa provocazione una discussione tra l’amministrazione e chi eroga questo prezioso servizio, abbiamo preferito ritirare la proposta”.

Lascia un commento