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Il poliambulatorio è attivo dal 5 novembre scorso, ma perché l’amministrazione comunale l’ha riaperto con l’esercizio di attività medico specialistica in regime di libera professione? Un interrogativo che è stata la stessa amministrazione a spiegare in aula consigliere sulla scia dell’interrogazione sul tema del consigliere Giuseppe Pisano (Pd). 
Perché, come già più volte spiegato in diverse occasioni, ma evidentemente non compreso da lei, con il riordino legislativo del 1992/93, si è avuta l’estromissione degli enti locali (Comune) dall’organizzazione della sanità pubblica e l’attribuzione alle Regioni delle funzioni legislative ed amministrative in materia di sanità pubblica.
Premesso ciò, potevamo scegliere tra le seguenti soluzioni: pubblicare un bando per la locazione dell’immobile ad una cooperativa ed applicare tariffe agevolate per i residenti, ma dopo esserci informati nei comuni limitrofi e dopo aver interpellato le cooperative sociali, le stesse ci hanno risposto che questa formula non è sostenibile se vengono apposti vincoli alle tariffe. Oppure locare gli ambulatori a medici professionisti in regime di libera professione a fronte di un modesto canone di locazione (€ 8 orarie giusto per coprire i costi di riscaldamento, energia elettrica, acqua e pulizie) e chiedere una riduzione delle tariffe del 20%, non da poco, per i cittadini di Sedriano. Abbiamo optato per questa ultima soluzione, proprio nell’ottica di diversificare ulteriormente, con il tempo, l’offerta di servizi per meglio rispondere alle esigenze dei nostri concittadini. Sono studi medici professionali che non necessitano di nessuna autorizzazione preventiva, ma solo una comunicazione alla AST di inizio attività. Ribadiamo inoltre che, per offrire gli ambulatori “come una volta”, servizio non di prerogativa dell’ente, le smministrazioni comunali corrispondevano alla “Cooperativa di servizi” ben € 53.400. Non dimentichiamoci, inoltre, che abbiamo stipulato una convenzione pluriennale con Salute Donna, un’Associazione di volontariato nata nel 1994 all’Istituto dei Tumori, che diffonderà ed insegnerà le tecniche per una diagnosi precoce della malattia. Tutto ciò a fronte di un contributo economico e libero da parte delle pazienti, a sostegno delle attività dell’associazione medesima. Riguardo alla raccolta firme, ci duole dover sottolineare che sono state raccolte ingannando i cittadini, i quali interpellati da noi, ci hanno serenamente raccontato che la domanda che ponevate era “Signora/Signore se non firma, questa amministrazione non riaprirà il poliambulatorio”, non avete chiesto ai cittadini se volevano la stessa formula o un’altra, e sa perché consigliere Pisano, perché a voi interessava solo raccogliere le firme, creare un caso lì dove non ce ne era bisogno, vi interessava strumentalizzare la situazione …. Mentivate sapendo di mentire! Esistono verbali del consiglio comunale, articoli di giornale e post, da cui si possono rilevare le nostre continue dichiarazioni di riapertura. Quindi consigliere Pisano, non ci dica che le abbiamo ignorate, noi non ignoriamo nessuno, valutate invece un bell’esame di coscienza sul come le avete ottenute. Lei scrive che “affittiamo a ore” permettendo ai professionisti di applicare le normali tariffe con un piccolo sconto, bene consigliere Pisano, apprendo ora e comprendo che forse per lei il 20% di sconto su una tariffa non meriti la sua attenzione, ma potrà riscontrare, come le ho già detto, che in alcuni casi la tariffa sarà inferiore al ticket. Riguardo invece al direttore sanitario, consigliere Pisano ribadiamo per l’ennesima volta che, la formula da noi adottata, permette di non avere questa figura, perché sono studi medici professionali, come già menzionato, ed ogni professionista lavora in piena ed assoluta autonomia, rispondendo del suo operato solo al proprio paziente. Sono quindi gli stessi medici che prendono nota delle richieste.

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