Il consiglio comunale nella seduta prima di Natale ha approvato a maggioranza il codice etico per gli amministratori. Una misura volta a garantire il rispetto dei principi di diligenza, lealtà, integrità, trasparenza, correttezza, obiettività e imparzialità a cui un pubblico amministratore è chiamato a ispirare la propria azione. Si tratta di un documento di 23 articoli in cui è illustrato come un amministratore pubblico può concretamente declinare nella propria attività quotidiana i principi di trasparenza, imparzialità, onore e legalità, attraverso precise regole di condotta e di comportamento. Divieto di ricevere regali, contrasto al conflitto di interessi, al clientelismo e alle pressioni indebite, trasparenza degli interessi finanziari e del finanziamento dell’attività politica, nomine basate esclusivamente sul merito, piena collaborazione con l’autorità giudiziaria in caso di indagini, obbligo di rinuncia alla prescrizione e alle dimissioni in caso di rinvio a giudizio per gravissimi reati di mafia e corruzione, sono alcuni tra i contenuti della carta. Ma le opposizioni si sono astenute. “”Con questo atto del consiglio comunale -afferma l’assessore Giacomo Manfredi– continua l’impegno dell’amministrazione nel contrasto alla illegalità. Dopo la delibera ‘Trasparenza a costo zero’, l’introduzione del whistleblowing e la delibera di presa in carico del bene confiscato di via Vanzago (per tale bene nel 2017 inizierà una collaborazione con la Fondazione Politecnico per una progettazione partecipata che possa individuare i futuri utilizzi del bene confiscato alla ‘ndrangheta), l’adozione della carta di avviso pubblico -continua Manfredi– è un ulteriore tassello che abbiamo voluto dare all’impegno dell’amministrazione comunale al contrasto della mala politica e all’illegalità nella pubblica amministrazione. Unica nota stonata è che si è persa un’occasione per approvare maggioranza e minoranza un documento dall’alto valore simbolico, ma anche pratico. Personalmente rimango stupito dall’astensione -conclude l’assessore– non motivata in consiglio comunale, del Movimento 5 Stelle che invece in molti altri Comuni d’Italia è stato il promotore nei consigli comunali della carta di avviso pubblico”.