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Se la giunta Lonati voleva dare ai cinquestelle visibilità e risonanza oltre i confini municipali ci è riuscita benissimo con quello che è andato in scena nell’ultimo consiglio comunale. Stavolta ha replicato in scala maggiore quello che era già successo nella precedente seduta consiliare quando aveva intimato al consigliere pentastellato Simone Ligorio a togliersi la maglietta con la scritta #iodicoNO al referendum costituzionale. Stavolta addirittura è cascata nella trappola che il M5S le ha teso con disarmante semplicità. Sì, perché tutti quegli attivisti presenti in aula con la scritta #iodicoNO al referendum costituzionale non aspettavano altro che l’intervento del presidente del consiglio Antonio Di Conza per salire alla ribalta.

Certo è che il sindaco Giancarlo Lonati nel colmo della tensione ha addirittura ordinato di far intervenire i carabinieri in quanto gli attivisti non avevano tolto né la maglietta né si sono allontanati come aveva intimato il presidente del consiglio. Ma i militari non sono arrivati. Una sceneggiata surreale, ma tant’è. Intanto Ligorio (M5S) ribadisce che gli attivisti del Movimento 5 Stelle sono in missione per conto della democrazia e che non mollano mai. E in questa nota del M5S che pubblico dà conto della vicenda.
Dopo l’espulsione del nostro portavoce Simone Ligorio che per aver indossato una t-shirt con la scritta ‘#iodicoNO, noi attivisti del territorio, Milano e provincia abbiamo deciso di assistere anche noi al consiglio comunale di ieri sera con le nostre t-shirts con la scritta ‘#iodicoNO “al referendum costituzionale”, tranquilli, silenziosi, rispettosi e senza interferire con il consiglio comunale. Il presidente dopo qualche minuto sospende i lavori per invitarci a togliere le magliette, dopo il terzo richiamo e l’invito di togliersi le magliette se volevamo stare in sala ha ordinato alla polizia locale di sgomberare la sala. Ma noi siamo rimasti seduti perché non avevamo l’intenzione di andare via visto che eravamo li da semplici cittadini e consapevoli di quello che c’è scritto nel regolamento del Comune di Bareggio sapevamo benissimo di avere ragione. A quel punto lì visto che non ci siamo mossi il sindaco ha ordinato di far intervenire i carabinieri. Una situazione veramente vergognosa, una scena impietosa, la maleducazione da parte del capogruppo del Pd Tina Ciceri che agitata urlava in tono maleducato: “Cosa fate qui, andatevene via, andate a casa, vai a casa tua, vai a casa tua”. Questo è il rispetto che abbiamo della democrazia da parte di un ufficiale pubblico rappresentante dello Stato che si comporta in questa maniera con dei comuni cittadini, è vergognoso. Dopo una riunione fra i capigruppo sono arrivati a un compromesso, noi potevamo restare leggermente fuori dell’aula ma in piedi, così permettendo lo svolgimento dei lavori del consiglio in attesa dell’arrivo dei carabinieri che infine non sono neanche arrivati, questo è il Pd.
 

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