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Si chiama Partito democratico, ma nella circostanza si è rivelato più un circolo esclusivo e ristretto agli esoterici che una forza politica che ha nel nome stesso la cifra di partecipazione e trasparenza. Infatti si deve oggi nominare il nuovo segretario essendosi dimessa Anna Papetti nella più discreta riservatezza, ma forse neppure gli iscritti sono a conoscenza. Nessuna notizia neppure sul proprio sito. Una prassi incomprensibile e pasticciona che non è servita neppure a tagliare fuori quel gruppo che ha fatto cadere la giunta Bagini e consegnatola guida del municipio alla diarchia Zancanaro-Restelli. Si’, perché sono riusciti a presentare una propria lista e candidare a segretario Danilo Portaluppi, che è stato il capofila della “ribellione” che ha messo fuori gioco Bagini.

Un pasticcio che potrebbe toccare il culmine se Portaluppi dovesse farcela. Del resto il Pd non ha imbroccato una da quando è entrata in crisi la giunta Bagini: prima non è riuscito a dare uno sbocco diverso alla fibrillazione pur avendo i numeri, poi non è riuscito a trovare un candidato alle elezioni di maggio tanto che ha dovuto ricorrere alla vecchia guardia e ora al congresso di fretta e furia è quasi in segreto nel tentativo di scongiurare la disfatta che si materializzerebbe nel caso che Portaluppi prevalesse. Come un partito possa ridurmi al punto di indire un congresso in perfetto stile carbonaro resta un mistero.

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