La maggioranza ha fatto quadrato attorno all’assessore all’istruzione Emanuele Contu e l’ha salvato dall’ignominia della sfiducia, che l’opposizione (Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega nord) con una mozione reclamava. A Contu è stato rinfacciato di aver provocato disagi, caos e destabilizzazione con l’idea di ripensare il demansionamento degli istituti scolastici comprensivi. Poi di fronte la sollevazione di genitori e docenti la marcia indietro. Troppo per cavarsela, secondo l’opposizione, come se non fosse successo niente. Infatti nel consiglio di giovedì 27 la minoranza ha incalzato la maggioranza, ma i numeri hanno messo al sicuro Contu. Il consigliere Dario Ceniti (Fratelli d’Italia) nel suo intervento ha chiesto a Contu di fare un passo indietro.
“La domanda che nasce spontanea è la seguente: qual è il primo dovere di un buon amministratore?… E’ quello di ascoltare le istanze dei cittadini e fare di tutto per metterle in atto, con azioni semplici atte a semplificare la vita degli stessi (evitando tensioni sociali). La passata amministrazione ha messo in atto la riorganizzazione della rete scolastica con molto impegno e serietà ascoltando, confrontandosi e alla fine, fatta una sintesi, si è trovato il modo di soddisfare tutti. L’introduzione dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, le nuove competenze degli enti locali hanno portato a concordare un nuovo modo di interagire per la gestione dell’offerta educativa. L’accordo muove dal principio per cui la collaborazione tra istituzioni è essenziale per la qualità dell’offerta formativa; ente locale e scuola devono, infatti, procedere in modo condiviso e responsabile al fine di coordinare le energie per affrontare insieme una situazione scolastica che si presenta sempre più impegnativa. Occorrono si investimenti di ordine economico ma anche risorse di pensiero, di conoscenza, di creatività e soprattutto l’attivazione di stabili e fattivi circuiti relazionali che esprimano in sinergia, senza prevaricazioni e conflitti ma con rispetto delle distinzioni e la diversità dei vari profili degli enti.
“La domanda che nasce spontanea è la seguente: qual è il primo dovere di un buon amministratore?… E’ quello di ascoltare le istanze dei cittadini e fare di tutto per metterle in atto, con azioni semplici atte a semplificare la vita degli stessi (evitando tensioni sociali). La passata amministrazione ha messo in atto la riorganizzazione della rete scolastica con molto impegno e serietà ascoltando, confrontandosi e alla fine, fatta una sintesi, si è trovato il modo di soddisfare tutti. L’introduzione dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, le nuove competenze degli enti locali hanno portato a concordare un nuovo modo di interagire per la gestione dell’offerta educativa. L’accordo muove dal principio per cui la collaborazione tra istituzioni è essenziale per la qualità dell’offerta formativa; ente locale e scuola devono, infatti, procedere in modo condiviso e responsabile al fine di coordinare le energie per affrontare insieme una situazione scolastica che si presenta sempre più impegnativa. Occorrono si investimenti di ordine economico ma anche risorse di pensiero, di conoscenza, di creatività e soprattutto l’attivazione di stabili e fattivi circuiti relazionali che esprimano in sinergia, senza prevaricazioni e conflitti ma con rispetto delle distinzioni e la diversità dei vari profili degli enti.
In questa circostanza, bastava che l’assessore avesse l’umiltà di comprendere quali potessero essere le conseguenze negative di scelte diverse da quelle in essere. L’assessore ha avuto la genialità di distruggere quanto di buono fatto nel passato tentando di imporre un progetto osteggiato da tutti. Ecco perché si chiede un passo indietro dell’assessore, lasciando la materia a chi ha capacità politiche adatte a ricoprire un ruolo così delicato. Non ci ha meravigliato la replica inconsistente del sindaco né quella dei consiglieri di maggioranza (solita tattica di scaricare le responsabilità sugli altri), ma il silenzio dell’assessore che non ha avuto il coraggio o la capacità di replicare né di spiegare il perché ha fatto marcia indietro rispetto alle sue scelte. Non è un buon segnale per la nostra città.
