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C’è voluto un po’, ma alla fine anche il Partito democratico cittadino si è risolto a prendere posizione sulle ultime vicende che hanno scosso la giunta con la defezione di due assessori e l’uscita dalla maggioranza di Rifondazione comunista. Il Pd in questa nota che pubblico ne dà conto.

In questo periodo nella vita politica di Settimo Milanese sono intervenute due novità che meritano qualche considerazione: la decisione di Rifondazione Comunista di uscire da Sinistra per Settimo, e quindi dalla maggioranza che amministra la città, e le dimissioni di due assessori.
L’incomprensibile decisione di Rifondazione Comunista di lasciare Sinistra per Settimo ci rammarica e ci stupisce, soprattutto in ragione del fatto che non è stata preceduta da alcun confronto politico all’interno della maggioranza. Sin dal momento della costituzione della coalizione che è poi risultata vittoriosa alle elezioni amministrative del 2014, il lavoro di elaborazione del progetto di governo aveva favorito la ricostituzione di un’alleanza che vedeva la presenza della lista civica di Sinistra per Settimoche aveva al proprio interno Rifondazione Comunista, alcuni usciti da Rifondazione e cittadini attivi sul territorio, la lista civica Settimo in Comune per Sara e il Partito Democratico.
Il PD ritiene un errore l’uscita di Rifondazione dalla lista Sinistra per Settimo e dalla coalizione, che sino ad ora ha impostato e svolto il proprio lavoro nell’ottica dell’attuazione del progetto per Settimo che era stato condiviso. Interrompere il proficuo lavoro di confronto che ha coinvolto tutte le liste sia nella soluzione dei problemi contingenti che nell’avviare una fase di piena attuazione del progetto, guardando anche al futuro della nostra città, ci sembra un madornale errore politico.
Va quindi apprezzata la posizione di quella parte di Sinistra per Settimo che ha deciso di rimanere nella coalizione per ricercare nuovi momenti di confronto e contribuire a creare una sinistra moderna e aperta alle nuove sfide.
Nel merito, troviamo ingenerose e strumentali le critiche di Rifondazione ad alcune scelte dell’amministrazione che a loro dire non sarebbero coerenti con il programma elettorale approvato.
Siamo consapevoli che la strada per la realizzazione del programma di governo si scontra e si scontrerà inevitabilmente con le difficoltà e le fatiche della Politica, che presuppone e richiede il confronto e non solo la sterile affermazione di principi.
Dispiace che il desiderio di polemica spinga a falsificare, o a non comprendere i dati, arrivando a sostenere che il bilancio 2015 si sarebbe chiuso con un avanzo di 800.000 euro. Non possiamo non evidenziare che, in ossequio alle nuove regole di bilancio, di quegli 800.000 euro, 414.000 verranno spesi quest’anno in ragione del principio della competenza finanziaria potenziata, mentre del restante importo, 250.000 euro rappresentano quel 36% del fondo di crediti di dubbia esigibilità che, per legge, deve andare in disavanzo.
Il lavoro fin qui svolto ha teso alla piena attuazione del progetto programmatico e Rifondazione non può sottovalutare o far finta di non vedere la crisi che ha attraversato e sta ancora attraversando il Paese e le difficoltà economiche dei Comuni legate anche ai tagli dei trasferimenti agli enti locali decisi dai Governi in questi ultimi anni. Siamo di fronte alla necessità di ricercare nuove soluzioni per continua- re a garantire l’efficienza dei servizi alla persona e costruire una macchina amministrativa più capace, senza fare ricadere i costi sui cittadini. Questa è la sfida che deve vedere impegnata la sinistra, nel ricercare soluzioni innovative che inevitabilmente dovranno portare a percorrere la strada dell’unione dei Comuni, così da attuare risparmi ed economie di scala nell’erogazione dei servizi.
Crediamo vada dato atto dell’impegno profuso dall’amministrazione nel consultare e informare i cittadini per condividere le scelte, che si muovono sempre nell’ottica del perseguimento del programma di governo che è stato presentato alle elezioni del 2014. I cittadini devono essere consapevoli delle difficoltà che ancora il Paese attraversa e, a nostro avviso, il modo migliore per affrontarle rimane quello di puntare sulla ripresa economica, agendo sia a livello nazionale che europeo.
E’ ormai matura la consapevolezza che vada superata la linea del puro rigore sostenuta dalla Germania e debbano essere perseguite politiche che rilancino gli investimenti pubblici e privati, per un nuovo sviluppo sostenibile, nuovi posti di lavoro, politiche a tutela dell’ambiente, politiche energetiche. Queste questioni sono ancora più centrali oggi dopo l’uscita dall’Europa della Gran Bretagna; in questo nuovo contesto diventa ancora più urgente rilanciare gli ideali Europei e velocizzare il processo di costruzione di una Europa Politica che porti alla realizzazione degli Stati Uniti d’Europa.
Il PD a Settimo Milanese si è sempre battuto per una politica inclusiva che sappia parlare al mondo della sinistra e non solo, avendo come obiettivo la costruzione di un partito sul modello laburista Inglese, nel quale tutta la sinistra sia rappresentata e sappia confrontarsi. Il centrosinistra diventerà sempre più forza di Governo se sarà in grado di superare la logica delle scissioni, ricercando un confronto più serrato che porti a posizioni unitarie, nella consapevolezza che l’obiettivo è dare risposte alle aspettative dei cittadini, risolvendo i loro problemi, contrastando le politiche populiste e di destra che rischiano di portare il paese verso lidi pericolosi.
Per quanto riguarda le dimissioni degli assessori, Gianni Micheloni e Maddalena Gallina, ne abbiamo preso atto e, dopo oltre due anni di amministrazione, siamo partiti da questo dato per valutare come dare un impulso maggiore all’attività della giunta. Siamo partiti dai problemi posti e, sotto questo profilo, abbiamo ricercato le migliori soluzioni per mettere a disposizione dell’amministrazione persone competenti, che possono garantire una maggiore presenza nel lavoro di giunta e nell’attività a livello del territorio.
Il PD ringrazia gli assessori dimissionari per il contributo che hanno saputo dare alla realizzazione del progetto e ringrazia i nuovi assessori Annalisa Salomone e Matteo Ragazzoni augurando loro un buon lavoro. Questa è stata anche l’occasione per riorganizzare le deleghe e per avviare un percorso più incisivo sull’organizzazione del lavoro collegiale della giunta.
Va altresì sottolineato che nell’ultimo anno il PD si è attivato per confrontarsi con le diverse realtà presenti sul nostro territorio, mettendo al centro dei vari incontri il giudizio sul lavoro della giunta e dell’amministrazione e sul ruolo del Partito Democratico. Questo lavoro di analisi è stato particolarmente importante, perché ci ha consentito di confrontarci con la realtà organizzata di Settimo Milanese, creando le basi per convocare, entro la fine del 2016, la conferenza cittadina, dove iniziare a parlare del futuro di Settimo Milanese nel nuovo contesto dell’Area Metropolitana.
Per ultimo cogliamo l’occasione per ribadire con orgoglio, piaccia o non piaccia a chi tende a personalizzare e semplificare il confronto politico, che il Partito Democraticonon appartiene al suo segretario ma a tutte le compagne e i compagni che ogni giorno lavorano, principalmente sul territorio, per cercare di dare una risposta ai vecchi e nuovi bisogni di tutti i cittadini. Confidiamo che il confronto politico, anche e soprattutto in vista del prossimo appuntamento referendario che vedrà il popolo italiano chiamato a pronunciarsi sulla legge di modifica della seconda parte della nostra Costituzione, si svolga del tutto laicamente. Siamo consapevoli che tutte le forze politiche democratiche e antifasciste si riconoscono nei principi contenuti nella prima parte della nostra Carta costituzionale nata dai valori della Resistenza, mentre ciò di cui si sta discutendo riguarda il tentativo di scegliere l’architettura costituzionale più adeguata a reggere il confronto con i tempi per garantire la migliore capacità di governare il nostro paese.

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