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Cristian Provvionato prima e dopo l’arresto
Il consiglio comunale nella seduta di ieri sera si è stretto forte attorno a Cristian Provvisionato che da mesi è trattenuto in Mauritania. Un bellissimo esempio di comunità solidale, che non ha perso l’occasione per esprimere vicinanza e solidarietà a Cristian e alla sua famiglia. “Tutto il consiglio comunale -spiega il sindaco Yuri Santagostino-, lontano da logiche di appartenenza politica, si è stretto intorno alla famiglia di Provvisionato, cornaredese, trattenuto in Mauritiana da ormai 10 mesi senza che nulla gli sia formalmente contestato”.

La vicenda del cornaredese è davvero paradossale. Infatti da mesi grida la sua innocenza e di essere tenuto agli arresti per reati mai commessi, ma non viene ascoltato. La sua sfortuna è stata quella di essere stato mandato in Mauritania nell’agosto scorso dall’azienda per cui lavorava, che opera nel campo delle investigazioni private, per sostituire un altro italiano che doveva rientrare in Italia. Il suo compito doveva essere quello di fare una dimostrazione di alcuni prodotti di una società straniera al Governo mauritano. Ma la circostanza gli è stata fatale. “Sono stato mandato -scrive nella lettera che Provvisionato è riuscito a pubblicizzare- con l’inganno per togliere da una brutta fine l’altro italiano”. Non solo. “Il Governo mauritano -aggiunge- si ostina a tenermi in detenzione anche davanti all’ evidenza che sono parte lesa come loro in questa vicenda. E’ un fatto gravissimo: sono l’unico agli arresti, mentre tutti i veri responsabili di questa truffa sono liberi”. Provvisionato riconosce che la Farnesina e l’ambasciata italiana di Rabat si sono dati da fare per restituirgli la libertà, ma “c’é un muro da parte delle autorità mauritane che non vuole cedere”.

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