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Il 5 giugno gli elettori sceglieranno i nuovi amministratori grazie alla fine anticipata di un anno della legislatura. Un nuovo giro dunque con nuovi attori protagonisti, comprimari e comparse. Tuttavia nessuno più ricorda che si è andati alle elezioni, perché tre esponenti dell’ex maggioranza (Biagio Di Maio, Danilo Portaluppi e Massimiliano Bianchi) si sono messi in testa di salire sul palco per recitare un ruolo da protagonisti a prescindere. Tuttavia lo spettacolo che sono riusciti ad apparecchiare è stato quello di uscire completamente di scena, di sparire dalla vita politico-amministrativa, di scivolare in un totale anonimato.

Nessuno oggi si ricorda di loro. Volevano cambiare la politica, volevano dare un corso diverso alla vita amministrativa e invece si sono dati la zappa ai piedi. Seppoi dovesse vincere le elezioni Ivana Marcioni resterebbero nella storia per essere riusciti nell’incredibile impresa di dare continuità a quello che volevano liquidare nel segno dell’eterogenesi dei fini, cioè ottenere esiti completamente diversi da quelli che intenzionalmente si volevano perseguire. Non è il massimo per chi aspirava a essere attore protagonista. Ma così vanno le cose quando non si pensa neppure alle conseguenze più immediate delle proprie scelte e per chi fa politica è un grave limite che marchia per sempre il proprio cursus honorum. L’unico risultato della loro pasticciata avventura è che il sindaco di allora Fabrizio Bagini si è ritirato dalla vita politica, ma era forse quello che voleva (altrimenti avrebbe agito diversamente quando gli è stata prospettata la possibilità di salvare la legislatura) e l’occasione gliel’hanno fornita su un piatto d’argento i tre per così dire dissidenti. Magari si ricorderà di loro il vincitore della tornata elettorale per avergli consegnato le chiavi del municipio con anticipo sul ruolino di marcia. Ma che consolazione è?

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