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L’albo dei volontari civici doveva essere il non plus ultra dell’incentivazione alla partecipazione attiva dei cittadini si è invece rivelato un grandissimo flop. Sì, perché sinora hanno aderito soltanto 2 cittadini estranei alla vita politica e altri 3 che invece sono in qualche modo coinvolti nell’impegno politico. Ma non è questo il punto, ma il fatto che i cittadini non aderendo alla proposta, che con tanto entusiasmo da neofita era stata lanciata dall’assessora Liviana Santi, hanno evidenziato quello che era ampiamente prevedibile, ovvero che non c’era alcuna necessità dell’albo in quanto i bareggesi che fanno volontariato sono già impegnati e non si sarebbero per questo iscritti.
Un evidente doppione, ma in municipio volendo essere a tutti i costi originali sono andati avanti come un treno.  Il risultato di tanta pervicacia al momento è fallimentare. Cittadini disposti a offrire la propria disponibilità nell’interesse della comunità bareggese e secondo il principio della corresponsabilità non si sono fatti avanti. Solo scarso senso civico? Certo è che in municipio farebbero bene a correggere il tiro con qualche accorgimento per salvare il salvabile.

Ma di cosa è chiamato a occuparsi il volontariato civico?

Cura e valorizzazione del patrimonio pubblico comunale; attività nell’area culturale, sportiva e ricreativa e nell’area sociale; azioni di supporto alla polizia locale, nonché nei settori e uffici comunali. Per iscriversi basta inoltrare in qualsiasi periodo dell’anno domanda di iscrizione all’albo su apposito modulo all’ufficio protocollo del municipio. L’adesione non esclude la possibilità di essere iscritto ad altre associazioni di volontariato. I requisiti per l’iscrizione sono questi: cittadinanza italiana e se di Paese extracomunitario il possesso di regolare permesso di soggiorno; età non inferiore a 18 anni; idoneità psico-fisica allo svolgimento delle attività (il Comune ha facoltà di sottoporre a visita medico di controllo il volontario ai soli fini dell’assolvimento delle attività; assenza di condanne e procedimenti penali, anche pendenti, per delitti contro la pubblica amministrazione o potenzialmente lesivi all’immagine della pubblica amministrazione, per delitti contro il patrimonio, l’ordine pubblico e per reati contro la libertà personale; godimento dei diritti civili e politici; per i cittadini stranieri adeguata conoscenza della lingua italiana.

 

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