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Se ad Arese sono riusciti a indire appalti per 13 milioni, a Cornaredo per circa 2 milioni hanno dovuto ricorrere alla trattativa privata per non perdere l’opportunità. Certo i tempi erano molto stretti, perché bisognava pubblicare il bando entro il 31 dicembre, mentre con la trattativa privata tutto è stato invece più veloce e semplice. Una scelta legittima e ammessa dalla legge. L’unico neo è che sul sito comunale non si dà notizia dell’operazione così come per altri atti di cui invece occorre per legge assicurare la massima e puntuale pubblicità. Curiose inadempienze, ma tant’è. Ma, a parte la poca attenzione alla trasparenza, l’amministrazione comunale è comunque riuscita ad appaltare i lavori e adesso non rimane che aspettare l’avvio degli interventi.

Tuttavia l’opposizione nutre qualche dubbio sull’efficacia della scelta. “Con l’assessore alla partita Carlo Meregalli -puntualizza l’ex assessore Dario Ceniti (FdI)- sempre assente in municipio non potevano che optare per la trattativa privata. Ma adeso c’è da chiedersi se Meregalli, che si occupa così poco del suo assessorato, abbia tempo e voglia di gestire la trattativa e seguire l’andamento dei lavori. La legge consente la trattativa privata per opere sino a un milione e sotto il profilo formale non c’è nulla da eccepire, anche se sarebbe stato preferibile una regolare gara per l’entità degli appalti. Resta però da vedere se fra qualche mese inizieranno o no i lavori… Il banco di prova consisterà proprio in questo, sennò la trattativa privata si è risolta in un inutile escamotage”.

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