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Il Comune ha destinato 6.915,14 euro alla parrocchia per il restauro degli affreschi. La somma corrisponde all’8% degli oneri di urbanizzazione (86.439,22 euro) che nel 2014 è stata introitata dall’ente e che in base alla legge regionale 12/2005 è riservata alle attrezzature religiose. I lavori di restauro sono stati finanziati dal Comune anche negli anni 2007, 2008 2009, 2011, 2012 e 2013. Ma non basta. Ci vogliono altre risorse per completare l’intervento. E così la parrocchia ha lanciato un nuovo appello ai vittuonesi  di buona volontà affinché concorrano generosamente a completare i lavori che sono giunti al secondo lotto. Ecco l’appello che don Antonio Ercoli ha rivolto alla comunità: 
Ricordiamo anche ai lontani e a chi non crede o non ha fiducia nella parrocchia, che stiamo lavorando per il restauro della chiesa. Noi mettiamo questo scritto in una busta, che chiamiamo “busta a sostegno della parrocchia e delle sue attività”.

Noi la dedichiamo al restauro anche quest’anno. Siamo al secondo lotto e già, anche questa volta, tanti sono stati generosi. Non la leghiamo alla preghiera per e con le vostre famiglie per il Natale e la benedizione di cui è portatore. Un conto è la benedizione, un conto è il contributo per la vita della parrocchia. Così vuole Papa Francesco, così vogliamo anche noi. Mi svilisce entrare in una casa e vedere della gente con la busta in mano, come mi svilisce sentire delle persone che promettono di portarla in chiesa e poi non la portano. Mi rincresce perché ci va di mezzo la loro coerenza. Un conto è la benedizione che Dio dà a tutti anche in questi tempi di recrudescenza del male su tutti coloro che portano pesi sul cuore; un conto è sentire di aiutare la parrocchia e le sue attività – anche una chiesa al centro di un paese, sia e rimanga il segno di una fede che l’ha aiutato a crescere nel tempo – perché queste attività servano ai poveri, aiutino a capire le lacrime sociali che in questo tempo di carenza di fondi, anche la parrocchia tenta di venire incontro con la sua sollecitudine, quando le povertà fisiche e del cuore bussano alla sua porta. Chi vuole aiutarci, porti la busta direttamente in chiesa o in casa parrocchiale. Ma la benedizione sia sulla casa di tutti e sulla loro famiglia. Indistintamente. Non è cosa del prete, è del Dio che vi vuole bene.

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