Ma, a parte queste premesse, la situazione più complicata è forse per il Partito democratico che è rimasto spiazzato dalla scelta di Bagini di gettare la spugna e di non accettare nessun compromesso, anche quello di nominare assessore Marco Re che forse avrebbe indotto i dissidenti a gettare l’ascia di guerra. Bagini con la decisione di non tornare suoi suoi passi si è di fatto alienato le simpatie del Pd cittadino e metropolitano e dei simpatizzanti e se casomai dovesse riproporsi dovrà farsi una lista propria. L’ormai ex sindaco ha fatto un autogoal che l’ha tagliato fuori dai giochi quando forse sarebbe bastato dire che per non darla vinta ai dissidenti non avrebbe ritirato le dimissioni, ma si sarebbe riproposto per continuare il lavoro interrotto con una nuova squadra. Magari così il Pd si sarebbe stretto attorno a lui. Ma bisogna essere politici per non rovinare sul più bello il lavoro. Il Pd individuerà altri candidati per questa nuova avventura elettorale. Il più accreditato sembra oggi essere Ivana Marcioni, ma da qui alle prossime settimane potrebbero cambiare tante cose magari con un ritorno di fiamma su Bagini. I dissidenti (Biagio Di Maio e Danilo Portaluppi) invece sembrano intenzionati a dar vita a una lista civica, visto che il Movimento 5 Stelle ha respinto le loro avance intendo presentarsi alle elezioni con gente nuova e non riciclata da altri partiti. Non è chiara la posizione dell’altro dissidente Massimiliano Bianchi, che, pur coinvolto, sembra secondo voci, meno propenso a seguirli. Sul fronte del centro-destra tutto in itinere. Anzitutto bisogna vedere se la Lega nord, come si è già visto a Sedriano, correrà da sola o invece si accorderà con Forza Italia in cui lo scalpitante Enzo Tenti non vede l’ora di rimettersi in pista per tornare alla guida del municipio. Certo che se dovessero allearsi avrebbero grosse chance per vincere la partita, ma ancora è troppo presto per ricavare certezze. Poi c’è Annamaria Restelli che con le sue 402 preferenze è una garanzia per chi l’ospita nelle sua lista in cambio dell’assessorato ai servizi sociali.
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VITTUONE Non si rifiata neppure un po’ in vista delle urne, Bagini scaricato dal Pd che pare puntare su Marcioni
Non c’è neppure il tempo per rifiatare, dopo l’uscita di scena del sindaco Fabrizio Bagini. Sì, perché a maggio prossimo si andrà alle urne e le forze politiche sono già in piena mobilitazione per ricercare alleanze, individuare candidati e immaginare abbozzi di programma. Il tempo da una prospettiva ordinaria sembra lungo per fare le cose con calma, ma in politica non è così. Maggio è dunque dietro l’angolo. Bisogna perciò affrettarsi, chiudere i varchi e definire i confini, altrimenti le variabili che rischiano di entrare in gioco sono tante da rendere complicato ogni percorso delineato.
